(Fabio Andina)
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5 racconti di Fabio Andina

Tratti dalla raccolta “Sei tu Ticino?” edita da Rubbettino, 5 racconti sceneggiati da Fabio Andina e diretti da Flavio Stroppini

Da venerdì 1. aprile a lunedì 11 aprile 2022

Con Yor Milano, Alessandro Castellucci, Roberto Regazzoni, Moira Albertalli, Massimiliano Zampetti, Matteo Carassini, Donata Zanetti, Leonia Rezzonico, Margherita Saltamacchia. Gaia Passaretta.
Presa del suono, montaggio ed editing: Yuri Ruspini
Regia: Flavio Stroppini
Produzione Francesca Giorzi
 

 

La letteratura è come un sottile muro invisibile…

di Fabio Calvi

Non è un paradosso, ma mi piace pensare che la letteratura sia come un sottile muro invisibile che vive e che si alimenta in ogni momento attraverso una quantità impressionante di piccole crepe e di rigagnoli più o meno estesi, attraverso i quali lo scrittore riesce a vedere e a percepire la realtà del quotidiano. E vede una massa di gente e tra di essa “scova” uno sguardo o più sguardi che lo interrogano, che lo “chiamano”.

E a Fabio Andina, forse inconsciamente, questo muro invisibile è familiare, lo scruta da anni, si lascia cogliere dagli spifferi sospesi che la vita lascia “trasparire” con la leggerezza che l’essere umano porta con sé, anche se il peso della pena di vivere, a volte, anzi spesso, è pesante come tutte le parole non dette.
Parrà inverosimile ma quel muro ti offre anche scorci di panorami lontani e vicini, lontani come un miraggio e vicini come i monti che dall’alto vegliano sul piano, dove tutti sono indaffarati nel loro tran tran di tutti i giorni e hanno poco tempo, anzi non ne hanno affatto, per dare uno sguardo “insù” e godere della luce del sole, dello stormire delle cicogne in viaggio o delle rondini, liete di annunciarci una nuova primavera… se ne hanno voglia! Altrimenti ci lasciano con la tristezza infinita dell’inverno, avaro di calore. O della maestosa aquila reale che vola a spirale come per dirci: tranquilli! Veglio io!

Il Teo con stoico ghiribizzo decide che bisogna assolutamente fare una bella croce, nuova di zecca e portarla, come in una nostrana Via Crucis, lassù in cima ad una vetta spoglia. Il premio? Una birra, pane e salame.

Non lontana dal muro, invisibile anch’essa, una piazza di giro. Largotta assai, potrebbe ospitare la Desolazione del Vela, tanto ispira tristi pensieri e conversazioni inutili! Ma tant’è! La gramigna prospera allegra e felice… potrebbe anche aver inghiottito l’ultimo degli autostoppisti che la conosceva a menadito. La Morte quando arriva è improvvisa.  Anche il poro Michi, nel terzo racconto, non ha avuto sentore che quel lento sorseggiare l’Amarone serale, sarebbe stata l’ultima delizia che gli veniva concessa.

Di colpo ecco risuonare un lugubre sibilo di campana “stonata” come una betulla in una landa desolante di marciume e disfacimento. Shrek! Altri non è che un povero ragazzo cresciuto “solitario” con un padre che solo in punto di morte sente il bisogno di alleggerirsi la coscienza: ha fatto un sacco di soldi… e non ha fatto quanto di più umano avrebbe dovuto fare: occuparsi anche di crescere “insieme”. Si muore da soli e Shrek se n’è andato 3 mesi prima del padre, con quel faccione color verde, triste “betulla” in quella landa desolante di marciume e disfacimento che è stata la sua vita.

Il muro, invisibile come la vita di ognuno di noi, torna silenzioso, intristito. Solo.

La guerra è tornata strisciante, appiccicosa, non ci puoi camminare sopra, vi rimani impanato. Ti costringe a guardarla negli occhi a suon di bombe intelligenti…

Ma quando se ne andrà? Ci chiede una talpa.

 

venerdì 1 aprile 2022 - "Il piz del Teo

lunedì 4 aprile 2022 – “Autostop - 1. parte”

martedì 5 aprile 2022 – “Autostop - 2. parte”

mercoledì 6 aprile 2022 – “Il poro Michi - 1.a parte”

giovedì 7 aprile 2022 – “Il poro Michi - 2.a parte”

venerdì 8 aprile 2022 – “Shrek”

lunedì 11 aprile 2022 – “Il Seba”