I digiunatori

di Ugo Leonzio

COLPO DI SCENA ®
Da giovedì 16 a venerdì 31 agosto 2018 alle 13:30

Stefania Graziosi (Simone Weil), Adele Pellegatta (Liuba), Lisa Mazzotti, Augusto di Bono, Jasmine Mattei (Simonette)

e con Mario Cei, Riccardo Peroni, Dorotea Aslanidis, Silvano Piccardi, Cinzia Spanò, Massimiliano Zampetti, Roberta Petrozzi, Luca Sandri, Davide Garbolino, Valentina Mignogna, Aglaia Amadò, Maria Vittoria Scarlattei, Valentina Mignogna, Roberto Albin, Marco Morelli, Matteo Carassini, Igor Horvat, Luca Maciacchini, Marco Cortesi, Alessia Vicardi, Anna Galante
Realizzazione tecnica e sonorizzazione: Lara Persia
Produzione Francesca Giorzi – Rete Due 2016

 

Simone Weil, l’intellettuale più geniale e indefinibile del secolo ventesimo si è lasciata morire d’inedia, nel 1943, a solo 34 anni, per non essere riuscita a dimostrare il suo coraggio (che coincideva con il volontario sacrificio della via) in battaglia e preferibilmente sul suolo francese. Pur avendo scritto centinaia di pagine memorabili, oggi raccolte nei quattro volumi dei “Quaderni”, dove si trovano le sue geniali e apparentemente disordinate intuizioni, Simone Weil ha sempre sostenuto che avrebbe barattato tutto quello che aveva scritto per una vera, autentica poesia. Questa poesia esiste, misteriosa e meravigliosa, a suo modo perfetta a cominciare dalla forma. È un foglio isolato, in prosa, intitolato “Prologo”, cui non fa seguito nulla eppure contiene tutta l’esperienza spirituale, intellettuale e mistica della sua vita. È la descrizione del suo incontro con Dio e come questo Dio trasandato, violento, senza nome ma onnipotente l’abbia raccolta, posseduta e poi scacciata dopo alcuni giorni di vita perfetta normale e terrestre. Questo incontro, che possiamo considerare realmente accaduto per la semplicità enigmatica con cui è raccontato, ha cambiato la sua vita, rendendola più profonda e luminosa ma anche complicandola terribilmente. Perché da quel momento Simone Weil ha cercato questo Dio, con un volto, un corpo, una voce quindi riconoscibile come l’avevano riconosciuto gli Apostoli dopo che era risorto dal mondo dei morti a Emmaus, sulle acque del lago di Tiberiade e sempre vivo con un corpo di carne e sangue come aveva promesso.

Simone Weil non aveva ricevuto alcuna promessa, al contrario. Era stata cacciata di casa, buttata giù per le scale, e pregata da Dio di non tornare mai più in quei luoghi dove aveva assaggiato il sapore e il profumo della verità, simile al pane appena sfornato. Convinta, nonostante tutto che Dio l’amasse, il resto della sua vita Simone la impegnò, insieme alla sua sbalorditiva intelligenza e alla sua enorme creatività, alla ricerca di quel Dio, così vivo e naturale. Per trovarlo non solo impegnò la sua fede, piena di remore, i suoi affetti che di rado e segretamente uscivano dal suo ambito familiare, e il suo assoluto coraggio. Nessuna di queste cose fu sufficiente a ritrovare l’essere che aveva perduto.

"Per rendere brillante la sua enigmatica personalità, sono partito dal suo punto più oscuro e perturbante, l'incontro con Dio, situandolo in un luogo che si nutre di oscurità, il Teatro, che Simone adorava e poi seguendola in tutte le sue pericolose peripezie e gli incontri con angeli comuni, terrestri come lei, alla ricerca difficile della verità". (Ugo Leonzio)

Prima emissione da venerdì 13 a lunedì 30 gennaio 2017

 

Ora in onda Notiziario In onda dalle 16:30
Brani Brani in onda 2. Lento - Allegro molto - Cellokonzert e-Moll op. 85 - Simon Rattle; DIR / The London Symphony Orchestra; ENS / Sheku Kanneh-Mason; SOL Ore 14:20