Richard Rothwell, Mary Shelley
Richard Rothwell, Mary Shelley (Wikipedia)

Io in te, tu in me

Mary e Percy Shelley, la passione di cambiare il mondo, di Margaret Rose e Carla Sanguineti

COLPO DI SCENA
Da venerdì 18 a venerdì 25 ottobre 2019 alle 13:30

 

(prod, RSI 2009)
con Massimo Loreto, Alice Torriani, Giovanni Rossi
Suono: Lara Persia
Regia: Massimo Navone

Frankenstein! Il solo nome evoca tombe profanate, laboratori segreti, esperimenti con l’elettricità, morti che risorgono.

Il primo romanzo dell’allora giovanissima Mary Shelley che ricorda: “Nell’estate del 1816, visitammo la Svizzera e diventammo vicini di Lord Byron. Ma quella si rivelò un’estate umida e inclemente, e una pioggia che non finiva mai ci confinava spesso in casa per giorni”. Infatti, il già celebre Lord Byron si trovò isolato per il maltempo nella atmosfera romantica di Villa Diodati vicino al villaggio di Cologny sul lago di Ginevra con degli amici. Spinto dalla noia, propose al gruppo di cui faceva parte anche il giovane Percy Bysshe Shelley, di comporre ciascuno un racconto che fosse il più terrificante possibile. Nacque così Frankenstein, ossia il moderno Prometeo, scritto dall’allora diciannovenne Mary Woolstonecraft Godwin, che poco più tardi avrebbe sposato Shelley diventando così Mary Shelley. La loro complessa e travagliata relazione sono il fulcro dello sceneggiato Io in te, tu in me, Mary e Percy Shelley, la passione di cambiare il mondo. È un dramma molto intrigante scritto originariamente per il teatro da Margaret Rose e Carla Sanguineti, che lo hanno poi adattato per Rete Due e realizzato dal Settore Prosa nel 2009 dallo stesso team teatrale con gli attori Massimo Loreto, Alice Torriani e Giovanni Rossi guidati dal regista Massimo Navone. Lo riproponiamo quest’anno in occasione del focus proposto da “PiazzaParola”. Lo sceneggiato evoca le intense passioni di una coppia straordinaria che in un contesto storico politico e sociale difficilissimo era considerata quasi diabolicamente anticonformista e rivoluzionaria perché, diceva Shelley, era l’età della disperazione vissuta, seguita ai grandi sogni della Rivoluzione francese infranti per il riprestino delle vecchie leggi feudali.

La prima parte della pièce è ambientata a Londra e in Svizzera a Villa Diodati sul Lago di Ginevra dove inizia il sodalizio con Byron, e poi a Pisa e San Terenzo dove abitano prima del tragico naufragio di Percy in una tempesta  al largo di Viareggio nel luglio del 1822. In questa parte gli ascoltatori assistono all’irrompere della passione, all’espulsione di Shelley dall’Università di Oxford per aver scritto il pamphlet La necessità dell’Ateismo, alle crisi di Mary mentre scrive Frankenstein. Si assiste anche al loro coinvolgimento nei movimenti rivoluzionari europei, in particolare italiano e greco, e alla creazione di una rivista radicale, “The Liberal”.

La seconda parte vede Mary dopo il suo rientro a Londra nel 1823, con suo figlio Percy Florence e Godwin. La giovane donna scopre di essere famosa grazie a Frankenstein, ma al tempo stesso deve lottare per potersi guadagnare da vivere dal momento che il padre di Shelley l’ha diseredata.  La vediamo mentre reagisce ai pregiudizi di una città che non le perdona i suoi trascorsi con Shelley e che la fa sentire esiliata in patria. Cade in una profonda depressione e rischia il suicidio. Ma riesce a trovare nell’amore per il figlio e per il padre, e nel culto della memoria di Shelley, la forza di reagire.

Nonostante l’ostracismo dell’establishment benpensante, il coinvolgimento di Mary in questioni umanitarie e sociali non viene meno. Emerge la figura di una donna di grande professionalità e calore. Capace di allevare suo figlio da sola, di curare l’edizione degli scritti di Shelley per i posteri, di gioire della vita. Nella scena finale, ambientata nel 1840, si appresta a tornare in Italia con il figlio ed è come se per lei iniziasse un nuovo ciclo di vita.

 

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