Colpo di scena

L’amore perfetto

Che fine ha fatto Hans Henny Jahnn e perché vuole allevare corvi su un’isola deserta?, di Ugo Leonzio

  • 03.11.2014, 14:30
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  • Wanda

Ci sono due tipi di scrittori che tendono a diventare una leggenda che cresce e si sviluppa indipendentemente dal successo commerciale o critico che riescono a ottenere.

Il primo tipo di scrittore è diretto in cielo, al mondo assoluto della spiritualità e del sacrificio, e ne abbiamo un esempio perfetto in Simone Weil. Il secondo tipo, invece, va spedito e senza veri problemi, verso l’inferno, che in genere confeziona con le proprie mani. Un esemplare di questo tipo è senza ombra di dubbio Louis Ferdinande Céline. C’è tuttavia un terzo tipo, più raro e complicato, di questo scrittore, che va in tutte e due le direzioni, il cielo e la terra, il paradiso e l’inferno, scambiandoli al punto di rendere impenetrabili e proibiti entrambi. L’esempio supremo di questa rigorosa schizofrenia è Hans Henny Jahnn, lo scrittore tedesco contemporaneo di Musil, Brecht e di Thomas Mann (che lo ammiravano) che più che un mito è un’icona e più di un’icona, un autentico mito. La sua opera più famosa Fiume senza sponde è un’epopea omosessuale che ha come modello Gilgamesh una storia d’amore e morte che ha attraversato i millenni per giungere viva fino a noi. Il tema infatti non può che essere immortale, come si possono forzare le frontiere della morte per salvare l’essere che si ama, non solo il sentimento dell’amore, ma proprio il suo corpo fisico, distributore di piacere e dolore. La storia che Jahnn descrive in Fiume senza sponde, un trilogia di quasi 2000 pagine, parla proprio di questo, come ritrovare e far risorgere il corpo morto di un amante adorato. In questo viaggio per il mondo il protagonista di questa storia vera e altamente autobiografica, tocca situazioni estreme, incesto, sodomia, mutilazioni, cannibalismo, che non sono semplicemente forme di perversione, ma l’immagine della natura stessa, e degli istinti primari di cui ci nutre profondamente.

I nazisti perseguitarono e distrussero i libri di questo "comunista pornografo"che fu anche uno dei più abili e rivoluzionari costruttori di organi. Oggi, nella sua Amburgo, ogni anno, in corrispondenza con il giorno della sua morte, il 29 novembre (1959) si mette in scena il suo dramma più famoso Lübecker Totentanz si leggono, come in un sacro rito pagano, le pagine impareggiabili dei suoi libri immortali.

Originale radiofonico di Ugo Leonzio
Con Luca Sandri, Mario Cei, Riccardo Peroni, Anahì Traversi, Ketty Fusco, Ruggero Dondi, Cinzia Spanò, Diego Balduin, Massimiliano Zampetti
Tecnico del suono: Angelo Sanvido
(PROD RSI 2013)

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