(Keystone)

L'arduo cammino

Originale radiofonico e regia di Guido Piccoli

COLPO DI SCENA
Da venerdì 04 a giovedì 17 ottobre 2019 alle 13:30

Con: Cecilia Broggini (Ada), Massimiliano Zampetti (Genesio), Anahì Traversi (Angelina), Jamine Laurenti (Ines), Marina Coli (Federica), Margherita Saltamacchia (Florinda) e con Matteo Carassini, Lucia Donadio, Anna Galante, Lisa Mazzotti, Rosy Nervi, Camilla Parini, Simon Waldvogel, Margherita Coldesina, Sara Camponovo, Jasmine Mattei
Presa del suono, editing e sonorizzazione: Thomas Chiesa
Produzione: Francesca Giorzi
(PROD RSI 2018)

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Il 19 ottobre 2019 celebreremo in Ticino i 50 anni del suffragio femminile un approdo raggiunto con fatica e determinazione da una serie di donne che hanno fatto la storia del Cantone. In “Domenica in scena” stiamo ripercorrendo quel cammino attraverso la replica del fortunato ciclo “Profili d’archivio di donne riunite” realizzato da Sara Flaadt. In “Colpo di scena” riproponiamo l’originale radiofonico di Guido Piccoli “L’arduo cammino” il racconto del lento ma inesorabile avanzamento delle donne svizzere verso l’emancipazione.

È passato quasi un secolo dall’immensa tragedia della prima guerra mondiale, ma anche dal fiorire di grandi speranze, che saranno subito annegate sotto i simboli della svastica hitleriana e della falce e martello stalinista. Le donne fecero la loro parte, forzatamente emancipate nelle città e nelle campagne svuotate da decine di milioni di soldati mandati a morire nelle trincee. E successe anche alle donne svizzere, benché i loro uomini fossero soltanto accampati sulle montagne a proteggere i confini. Il loro “arduo cammino” determinò un’emancipazione, sulla cui qualità e rapidità avvenne un duro confronto al loro interno. In preparazione della Saffa, la prima esposizione svizzera sul lavoro femminile organizzata nel 1928, questo confronto giunse ad arroventarsi tra quelle che accettavano il ruolo sociale avuto da sempre e quelle che lo rifiutavano. Nello sceneggiato realizzato dalla Rete Due nel 2018, le protagoniste (più o meno influenzate chi dalle istituzioni governative, chi dalla chiesa e chi dai venti rivoluzionari provenienti da oriente) si collocano su posizioni diverse, sia quando discutono di come organizzarsi per la Saffa e sia quando viaggiano su e giù per le valli a coinvolgere le connazionali che lavorano nei campi, tessono nelle case, insegnano, assistono gli ammalati oppure sono occupate nelle fabbriche di cioccolata e del tabacco. Ada, Angelina, Ines, Federica, Fiorinda sono ispirate alle protagoniste dell’epoca. Ad esempio Ines, la più conservatrice del gruppo, ricorda Ines Bolla, donna impegnata politicamente, direttrice alla Scuola Professionale di Lugano e collaboratrice di Radio Monteceneri. Ma questo vale anche per altri personaggi presenti nello sceneggiato come Vico Rigassi, l’aggressivo cronista antifemminista del Corriere del Ticino o la dirigente socialista Anny Klawa-Morf. Il connubio fiction-documentario rappresenta una realtà che era contraddittoria allora, ma che fluttua in un movimento altalenante ancora adesso. Verrebbe da dire che niente si consolida per sempre: nessuna conquista sociale o progresso o anche semplice cambiamento. O meglio che “L’arduo cammino” non ha proprio mai fine.

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