Medea (1620-1625)
Medea (1620-1625)

Le Eroidi, lettere di eroine - Tornare ai miti per comprendere la contemporaneità

di Publio Ovidio Nasone, libera traduzione di Manlio Santanelli

Da lunedì 10 gennaio a venerdì 28 gennaio 2022

Con Moira Albertalli, Mario Cei, Camilla Parini, Silvia Pietta, Cinzia Spanò, Anahì Traversi
Presa del suono, editing e sonorizzazione: Yuri Ruspini
Regia: Sara Flaadt
Produzione Francesca Giorzi

È ben noto che l’animo umano è insondabile, e chi si vanta di conoscerlo millanta un credito che non potrà mai esigere. Siamo di fronte ad un mistero che sfugge ad ogni possibile soluzione. E c’è chi, contrario ad ogni sforzo mentale, taglia corto negandone l’esistenza. Ma, entrando nel merito della questione, possiamo dire che se l’animo maschile è insondabile per definizione, ancor più lo è quello femminile.
Fin dall’alba dei tempi molti autori hanno provato ad esplorarlo nella speranza di definirne i confini, e tra questi avvertiamo l’obbligo di assegnare un posto di primo piano al poeta latino Publio Ovidio Nasone. Con le sue “lettere di eroine” costui non si è limitato a raccontare infelici amori femminili tratti da mito e dalla storia, ma ne ha anche e soprattutto illuminato i più profondi recessi, quei coni d’ombra nei quali si annidano rancori e nostalgie, tenerezze e gelosie.
Nel tradurre e adattare per la radio svizzera alcune di queste lettere ho tenuto ben presente che il mito non ha età, e che esse hanno attraversato i secoli, per giungere fino a noi con la urgenza e l’immediatezza dell’attualità. In ossequio a tale prerogativa ho fatto usi di una lingua medio-alta, un medium espressivo che ne rispettasse l’origine classica, ma allo stesso tempo riuscisse a renderle familiari anche all’orecchio dell’ascoltatore dei nostri tempi.

Manlio Santanelli

Ora in onda Prima fila - Concerto Coro RSI (r) In onda dalle 20:30
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