Le canzoni del Sig. Dario Fo

Docufiction radiofonica di Giangilberto Monti

COLPO DI SCENA
Da lunedì 26 novembre a venerdì 21 dicembre 2018 alle 13:30

con Claudio Moneta (Dario Fo), Marina De Juli (Franca Rame), Augusto di Bono (Giustino Durano), Mario Cei (Franco Parenti), Matteo Carassini (Fiorenzo Carpi), Giuseppe Palasciano (Enzo Jannacci) e con Massimo Loreto, Antonio Ballerio, Mirko d’Urso, Marco Cortesi.
Le musiche sono prodotte ed eseguite da Giangilberto Monti con Marco Mistrangelo contrabbasso, Fabrizio Bernasconi tastiere, Paolo Tomelleri clarinetto, Sergio Farina chitarra, Tony Arco batteria
Tecnico del suono: Thomas Chiesa
Regia: Claudio Laiso

 

Musica e parole, storia e narrazioni. L’autore-musicista Giangilberto Monti torna a Rete Due per raccontare una straordinaria figura del panorama culturale italiano: Dario Fo. E lo fa con un taglio particolare, fra i meno conosciuti ed evidenti: attraverso le canzoni che Dario Fo ha firmato in carriera. Un vasto repertorio musicale che passa dai brani scritti con Fiorenzo Carpi per il teatro alle ballate ironiche composte con Enzo Jannacci per il cabaret, senza trascurare il repertorio più melodico degli esordi televisivi o quello più barricadero negli anni della Palazzina Liberty, segnato dalla chitarra di Paolo Ciarchi.

Ma in questo radiodramma c'è molto di più:  ci sono le canzoni reinterpretate con il quintetto jazz del clarinettista Paolo Tomelleri - storico collaboratore di Enzo Jannacci (oltre che arrangiatore del repertorio composto con Dario Fo) e c’è il riascolto di uno dei repertori forse più amati ma anche meno praticati sui palchi italiani. Senza contare che il radioracconto non trasmette all'ascoltatore solo le metafore poetiche o i suoi ritornelli buffoneschi, ma anche l'evoluzione profonda che ha avuto il teatro nella seconda parte del Novecento: il reinventarsi nuovi spazi e nuovi linguaggi, scoprendo un pubblico diverso, disposto a passare dalle poltroncine in velluto rosso alle panche sgangherate di piazze o centri sociali, pur di ritrovare una parte della sua storia.

Un mondo culturalmente complesso e storicamente affascinante che riassume attraverso i microfoni di Rete Due non solo l'agitata vita del giullare più noto al mondo (oltre che autore di almeno 250 canzoni e di una sterminata produzione teatrale) ma anche il ruolo fondamentale della sua compagna d'arte e di vita, Franca Rame, con la quale Dario Fo ha voluto condividere il merito del prestigioso Premio Nobel per la Letteratura, da lui conseguito nel 1997. E tutto questo senza mai dimenticare che tra uno spettacolo e l’altro “sempre allegri bisogna stare”, proprio perché il nostro piangere fa male al re.

Giangilberto Monti, è autore del volume "E sempre allegri bisogna stare" (Giunti, Firenze 2017)

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