Colpo di scena

Mapiripán, l'inferno dal nome gioioso

di Guido Piccoli, autore/regista

  • 27.05.2014, 15:30
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  • Keystone

COLPO DI SCENA
- da lunedì 19 venerdì 30 maggio 2014 – ore 13.30

Mapiripán, come ricorda il titolo dello sceneggiato radiofonico realizzato da Rete Due nel 2008, “non è una canzoncina”, come farebbe presumere il suono allegro del suo nome. Nel luglio del 1997, il paesino del Meta (la regione delle grandi pianure orientali) fu lo scenario del massacro più atroce mai realizzato in Colombia, un paese che soffre una violenza ininterrotta da più di 60 anni. Un massacro che è passato alla storia per varie ragioni. Non tanto per i suoi 50 morti, visto che il mattatoio colombiano ha collezionato altri eccidi del genere, ma per il coinvolgimento, più o meno attivo, di tutti gli attori armati di quel conflitto: innanzitutto dei suoi esecutori paramilitari, ma anche dei soldati dell’esercito regolare, che li aiutarono attivamente, e dei soldati statunitensi, dislocati in una vicina base militare, che finsero di non vedere niente di anormale. E infine dei guerriglieri, contro i cui presunti collaboratori fu ideata quella sanguinosa spedizione punitiva. Ma se, dopo più di 15 anni, il massacro di Mapiripán non è finito nel dimenticatoio, come tanti altri non solo in Colombia, è grazie a Leonardo Cortés Novoa, il giudice del paesino e anche l’unico testimone oculare delle uccisioni quasi sempre compiute squartando le vittime con motoseghe, che ebbe la forza e l’audacia di denunciare esecutori, collaboratori e mandanti. E che proprio per questo, per salvare la vita sua e quella dei familiari, fu costretto qualche mese dopo ad abbandonare la Colombia per rifugiarsi in Svizzera dove vive in una condizione di povertà e isolamento. Mentre il caso è ancora all’esame della Corte Interamericana dei Diritti Umani (che nel 2005 condannò in prima istanza lo Stato colombiano come responsabile del massacro), il governo colombiano tenta di evitare di pagare con ogni mezzo (anche citando testimoni che smentirebbero la versione dei fatti, soprattutto riguardo il numero degli assassinati) un risarcimento milionario per i parenti delle vittime e degli esuli come lo stesso Cortés Novoa. Ragion per cui, lo sceneggiato, che si avvale anche della voce dello stesso giudice colombiano, risulta più attuale che mai, ricordando non solo uno dei conflitti ancora in atto in ogni continente, ma anche la difficile e coraggiosa lotta di un uomo per far trionfare la giustizia nel mondo. In Domenica in scena l’atto unico sulla tortura tratto da Mapiripán non è una canzoncina una delle prime registrazioni binaurali. Ascoltate in cuffia.

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