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Sogno (ma forse no) del passeggero e della sua guida sulla collina delle ombre

Invenzione radiofonica in 15 puntate di Gianni Buscaglia, ispirata alla vita di Edgar Lee Masters e alla sua “Antologia di Spoon River” nella traduzione di Antonio Porta

Da lunedì 18 novembre a venerdì 6 dicembre 2019

Antonio Ballerio (E. L. Masters), Augusto Di Bono (Guido), Marco Balbi, Mario Cei, Matteo Carassini, Marco Cortesi, Ruggero Dondi, Davide Garbolino, Igor Horvat, Jasmine Laurenti, Massimo Loreto, Luca Maciacchini, Claudio Moneta, Lisa Mazzotti, Elda Olivieri, Silvano Piccardi, Gianni Quillico, Annig Raimondi, Adele Pellegatta, Rocco Schira, Antonio Zanoletti, Laura Zeolla, Suono, sonorizzazione ed editing Thomas Chiesa
Musiche originali Fernando Tovo
Regia di Gianni Buscaglia
(PROD RSI – 2019 – Giorzi)

L’idea di realizzare una fiction radiofonica ispirata al celebre poema di Edgar Lee Masters Antologia di Spoon River è nata quando, nel 2016, è stata pubblicata dall’editore Il Saggiatore una nuova edizione dell’ormai classica traduzione di Antonio Porta.
Insieme alle oltre duecento poesie del grande poema americano il volume, curato da Pietro Montorfani, contiene alcuni preziosi inediti, a partire dal saggio autobiografico di Masters nel quale racconta la genesi della Spoon River Anthology, descrivendo la febbrile condizione emotiva vissuta mentre “incontrava” i suoi personaggi. Tante informazioni personali, dove vengono rivelati i debiti culturali e letterari a monte della creazione del poema.
Tutte queste indicazioni e impressioni hanno portato, lo sceneggiatore e regista Gianni Buscaglia a immaginare un racconto radiofonico in chiave onirica: tutto si muove all’interno di un sogno, e il personaggio del sognatore, (naturalmente un artista, uno sceneggiatore e regista in crisi) non poteva che chiamarsi Guido.

Un personaggio che, mentre dorme profondamente e sogna muovendosi a fatica tra versi e luoghi danteschi, viene svegliato dal suono fastidioso del telefono. Dall’altro capo arriva la voce di una zelante segretaria della casa di produzione, che lo sollecita a mettersi immediatamente al lavoro per curare la regia di un musical ispirato alla Spoon River Anthology. Intimandogli che non può rifiutarsi, poiché è sotto contratto e il produttore (il misterioso Signore della torre) ha già anticipato al nostro regista cospicue somme per la preparazione di un film vagheggiato che forse non si farà mai. Guido non ha il tempo di protestare perché dall’altra parte la telefonata viene bruscamente interrotta. Impreca e borbotta qualcosa, poi si riaddormenta e riprende a sognare non la discesa, ma la risalita al regno dei morti, sulla mitica collina di Spoon River.

Nel corso del sogno, che durerà una notte intera (e quindi per quasi tutto lo sceneggiato!), Guido incontrerà l’ombra di Edgar Lee Masters. Come un novello Virgilio, lo scrittore condurrà Guido nel cimitero di Spoon River dove dormono i suoi fantasmi. Ma durante il lungo sogno Guido sarà accompagnato e perseguitato anche dai suoi propri “fantasmi” esistenziali, quei problemi personali, artistici e esistenziali irrisolti, che si scioglieranno (forse) al termine del sogno.

 

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