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Ul zio Umbrela

iberamente tratto dall'omonimo racconto del 2000 di Ugo Edo Frey.

Giovedì 31 marzo 2022

Con Luca Maciacchini, Diego Gaffuri, Massimiliano Zampetti, Margherita Coldesina, Tatiana Winteler, Mario Cei, Orio Valsangiacomo.
Regia Fabio Calvi

 

Ugo Frey, di tutti gli scrittori qui presentati è quello che ha vissuto più a lungo, muore infatti nel 2016 a 92 anni.
Di carattere molto umorale, è rimasto nelle cronache della Associazione degli scrittori della Svizzera italiana, per le sue numerose sfuriate, che di certo hanno contribuito a “vivacizzare” le discussioni.
Una bella e irriverente cronistoria dell’Associazione ha visto la luce nel 1984 per la arguta penna di Mario Agliati, ardito navigatore e cronista di tanti anni di storia letteraria della Svizzera Italiana: le interminabili discussioni, le piccole e grandi invidie, gli umani e reciprochi sentimenti di gelosia, la politica nostrana… insomma tutti gli ingredienti che una provincia come la nostra, con sapiente costanza, metteva in mostra.
Come guardarsi in uno specchio…
Ed Ugo Frey in quello specchio vide riflesse queste ed altre contraddizioni “cantonticinesi”, spazientito lascia il Cantone per Basilea, dove dirigerà per anni Cooperazione, il settimanale della Coop. Tornato a sud delle Alpi in quel di Intragna, darà vita ad una piccola casa editrice, l’Unicorno, scrivendo e ragionando soprattutto delle devianze in ambito sociale.
Frey rappresenta in un certo senso un prolungamento rispetto al periodo storico al centro delle attenzioni degli altri autori. Il suo sguardo ha fatto in tempo a percorrere anche il ’68 con tutte le implicazioni che ha avuto questa rivoluzione giovanile in Europa e nel mondo. Nel bene e nel male.Ugo Frey è stato quindi testimone attento, provocatorio, testardamente solitario nelle provocazioni soprattutto della morale che cercava di ergere gli ultimi muri contro l’avanzare della modernità.Sagace, caustico, irriverente ma tutto sommato unico, l’Ugo Edo Frey.