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Vite di vetro

Originale radiofonico di Franco Di Leo e Ferruccio Cainero

Da Lunedì 9 a venerdì 13 dicembre 2019

Con Federico Caprara, Marco Cortesi, Max Zampetti, Luca Maciacchini, Rocco Schira, Matteo Carassini, Margherita Coldesina, Mario Cei, Daniele Bernardi
Suono, sonorizzazione ed editing Thomas Chiesa
regia di Franco Di Leo e Ferruccio Cainero
(PROD RSI – 2019 – Giorzi)

 

Sono in mezzo a noi. Entrano nelle nostre case. Li lasciamo agire indisturbati. Spesso non ci accorgiamo neppure della loro presenza. No, non si tratta di chissà quali oscuri personaggi che tramano nell’ombra contro di noi. Anzi, proprio il contrario! Sono gli artigiani che quotidianamente chiamiamo per aggiustare un rubinetto che perde, sistemare un impianto elettrico, costruire dei mobili. O installare finestre, riparare un vetro rotto, realizzare una vetrata artistica.

Sono proprio questi ultimi i protagonisti di “Vite di vetro”, lo sceneggiato scritto e diretto da Ferruccio Cainero e Franco Di Leo, che vuole essere un omaggio ad una categoria determinante e particolare come quella degli artigiani.

Naturalmente, in un lavoro scritto e diretto da Ferruccio e Franco, l’ironia e la leggerezza fanno da filo conduttore, ma nello stesso tempo si riflettere sull’importante presenza nel nostro tessuto sociale di questo tipo di professione.

Alla scoperta dei cinque episodi dello sceneggiato ci accompagnerà il team della ditta Pavanello (caratterizzata dallo slogan “Con Pavanello il vetro è più bello!”), composto dall’apprendista Toufiq, candido e dai sentimenti profondi (primo episodio, “Lo choc termico”), dal titolare Al, fiducioso seguace del marketing management (secondo episodio, “L’endorsement”), dal fondatore Alceste, convinto assertore dei meriti indiscussi della grappa (terzo episodio “L’amico del giaguaro”), dal colto operaio Brenno, frequentatore assiduo di corsi e seminari in tutto il mondo (quarto episodio, “Giallo come un’anguria”), dal figlio del titolare Alex e dal frontaliere Italo, simpatici e imprevedibili pasticcioni (quinto episodio, “Nonno Alvise e gli SwissSkills”).

Il tutto incorniciato in una sofisticata sigla di apertura e di chiusura e con l’accompagnamento di una cliente paurosa, una madre premurosa, una sorella petulante, un calciatore esitante, un brillante commentatore radiofonico, un parroco saggio e un concorrente leale. Forse mancherebbe solo un estroso violinista russo. Invece no, c’è anche lui! 

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