Il quaderno di appunti e una foto di Alan Turing
Il quaderno di appunti e una foto di Alan Turing

L'enigma di Biancaneve

Originale radiofonico di Ugo Leonzio

Da domenica 19 maggio a domenica 9 giugno 2019 ore 17:35

Con Claudio Moneta (Alan Turing), Ketty Fusco (Ethel), Luca Sandri (Paul), Stefania Graziosi (Gwen), Lisa Mazzotti (la regina Rossa, Grimilde, Grace Starchild)  Riccardo Peroni (Alan Starchild), Adele Pellegatta  (Ewelyn Starchild), Mario Cei (Basil Parker),  Massimo Loreto (Jan McLure) Anahì Traversi (Miss Mykanway), Silvia Cohen (Marlena Gulda), Alessia Vicardi (Miss Balloway), Aglaja Amadò (Doroty) E con: Daniele Bernardi, Valentina Bianda, Matteo Carassini, Tiziana Martello,  Maurizio Pellegrini, Margherita Saltamacchia, Cristina Sarti, Davide Sansalone
Sound design di Lara Persia
Regia di Ugo Leonzio
Produzione Francesca Giorzi (RSI 2014)

 

Le vita di Alan Turing raccontata con la consueta sensibilità e perizia da Ugo Leonzio scomparso il 2 maggio a Roma.   

Se volete sapere la vera storia di Alan Turing, che per comodità definiremo “l'uomo che ha inventato il (nostro) futuro”, dobbiamo ricorrere a un mito del cinema e a uno della letteratura molto più che a codici ed equazioni.

Il primo, "2001 Odissea nello spazio" di Stanley Kubrick è la preistoria del futuro che stiamo vivendo adesso. Ricordate Hal, il computer che guida con voce suadente la nave spaziale Enterprise ai segreti di una divinità che si mostra con l'aspetto anaffettivo di un parallelepipedo nero, più oscuro della notte siderale e altrettanto enigmatico? Ricordate la scena in cui Hal muore, disinnescato dall'astronauta che ha scoperto la sua intenzione assassina? Morendo, Hal regredisce, perde la sua divina memoria, ha paura e canta una canzoncina infantile...”Giro, giro tondo... casca il mondo, casca la terra...”. Questo non è il cuore perturbante della fantascienza ma della matematica.

Il secondo mito lo dobbiamo a uno dei più grandi geni della letteratura moderna, Philip Dick e al romanzo che ha ispirato un film di culto come “Blade Runner”. “Blade Runner” è il presente da cui ci stiamo allontanando per andare verso un innominabile ignoto.

Infine, Turing, che non amava parlare di sé, neanche con le persone più intime (che forse non esistevano) ci ha permesso di entrare nel labirinto della sua mente, attraverso un terzo mito, il capolavoro di Walt Disney “Biancaneve e i sette nani”. Andava a vederlo tutti i giorni e canticchiava in modo ossessivo il motivetto della strega eccitata davanti al bollore funesto del calderone che deve contagiare la mela rossa con il veleno del sonno eterno.

È stata la Regina Grimilde, con il suo naso adunco e la risata sardonica a suggerire al più geniale e visionario matematico del secolo il modo per lasciare il mondo? Il suo stupido ritornello, ”intingi il frutto nel veleno finché non ne sarà ripieno” era il prezioso messaggio che Turing stava aspettando dal mondo invisibile?

La replica della morte di Biancaneve avvenne puntualmente, come sempre nelle cose di Alan Turing, nel suo appartamento di Cambridge, nella notte tra il 7 e l'8 giugno 1954.

Alan aveva 41 anni e molti progetti che forse avrebbero cambiato il mondo ancor più degli esseri artificiali (esseri viventi, non macchine) che stava per costruire, del codice Enigma, gioiello del Fuhrer che aveva ridicolizzato facendogli perdere la Guerra, della bomba atomica di cui conosceva gli sviluppi più indicibili e dei paradisi luminosi che aveva cominciato a vedere il giorno della morte del suo amico del cuore, Christopher Morcom e che aveva giurato di ritrovare in un mondo nuovo con l'aiuto della sua amata matematica.

Subito dopo quell'8 giugno, qualcuno cominciò a pensare che i Servizi segreti di Sua Maestà, il celebre “Circus” raccontato da Le Carrè in “La talpa”, avessero generosamente contribuito alla sua scomparsa. Ma la verità, ammesso che ce ne sia una, è molto più affascinante e misteriosa. Ovviamente... a cominciare dal logo della Apple, l'inquietante mela morsicata...

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