Vergine Madre (2./2)

di e con Lucilla Giagnoni

Dopo la messa in onda nelle scorse due domeniche del nuovo lavoro "Furiosa Mente" riproponiamo volentieri uno storico lavoro di Lucilla Giagnoni "Vergine Madre", lo spettacolo che più la rappresenta, e che si compone di sei canti della Divina Commedia, probabilmente i più noti. Sei tappe di un pellegrinaggio nel mezzo del cammin di nostra vita: "Il viaggio" (Il primo canto dell'inferno), "La Donna" (Francesca il V), "l'Uomo" (Ulisse, il XXVI), "il Padre" (Ugolino il XXXIII), "la Bambina" (Piccarda il III del Paradiso), "la Madre" (Vergine madre il XXXIII del paradiso).

È la Commedia Umana di Dante, una strada che si rivela costeggiata da figure “parentali”: quello che si compone, guarda caso, è il disegno di una famiglia.

A cantare e raccontare storie è una donna. Perché più spesso sono le donne a pronunciare, senza mediazioni, il desiderio di pace. Come insegna Italo Calvino ne "Le città invisibili" pregare è cercare in mezzo all’inferno ciò che non è inferno e farlo durare, e dargli spazio.

 

Fiorentina di nascita, novarese d’adozione Lucilla Giagnoni ha iniziato il suo percorso professionale appena maggiorenne nella Bottega di Gassman a Firenze, a metà degli anni Ottanta approda a Torino con la compagnia del teatro Settimo diretta da Gabriele Vacis. Poi il percorso si fa più intimo, sviluppa grandi doti di narratrice e si occupa anche della stesura dei testi che mette in scena; com’è il caso di “Vergine Madre” suo spettacolo storico e di “Big Bang” che assieme all’ultima produzione “Apocalisse” (in onda a Pasqua) costituisce la Trilogia della Spiritualità. Autrice di trasmissioni radiofoniche per la RAI (come” LUCILLA.G” di radio2) Lucilla Giagnoni riesce a “far suo il microfono” che non si frappone tra lei e il pubblico, ma permettere si portare l’ascoltatore a fianco dell’attrice.