Miles Davis
Miles Davis (Keystone)

Miles philosophy

di Michela Daghini

GERONIMO Filosofia
Martedì 22 marzo 2016 alle 11:35
Sabato 26 marzo alle 09:00

 

Non c’è rivoluzione musicale che non l’abbia visto fra i principali protagonisti, lui, Miles Davis, il genio assoluto della tromba e dell’improvvisazione. Cosa fa sì che ancor oggi la sua musica sia anche una sfida per la filosofia? Riflettere sulla sua opera significa non solo doversi confrontare con uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo, ma anche fare i conti con una prospettiva filosofica. L’autore di So What continua ancora oggi a incantare perché il suo è un gioco sempre insieme armonico, melodico e ritmico, e in ogni caso affidato a un incessante e mai pago rovesciamento delle parti. Uno sguardo filosofico alla musica di Miles Davis è quello proposto dal filosofo e jazzista Massimo Donà, professore ordinario di Filosofia teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, che mette a confronto le due discipline, filosofica e musicale, alla ricerca di connessioni profonde. A queste riflessioni ha dedicato il volume "La filosofia di Miles Davis", edito da Mimesis. Ne parliamo con l’autore.

In tema musicale Massimo Donà sempre per Mimesis ha già pubblicato L’angelo musicante. Caravaggio e la musica (2014), mentre per Bompiani, Filosofia della musica, che riflette sull'eterno rapporto che sin dalle origini lega filosofia e musica in un excursus che da Bach arriva fino al jazz, ai Beatles, ai Rolling Stones. Segnaliamo anche Miles Davis. Dal bebop all'hip-hop, di Luca Cerchiari edito da Feltrinelli, un saggio per conoscere meglio la figura del grande jazzista, apprezzando tutte le sfumature del suo talento e della sua straripante umanità.

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