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Per un’antropologia simbolica

di Antonio Ria, con Davide Navarria

GERONIMO Filosofia
Martedì 16 febbraio 2016 alle 11:35
Sabato 20 febbraio alle 09:00

 

L’antropologo Davide Navarria, studioso dell’Università Cattolica di Milano, è l’autore del volume “Introduzione all’antropologia simbolica”, edito in questi giorni da Vita e Pensiero. Un testo che si pone come un primo sguardo – in lingua italiana –  dell’antropologia simbolica, offrendoci una dettagliata ricostruzione della prospettiva filosofico-antropologica di tre classici: Mircea Eliade, Gilbert Durand e Julien Ries. E ispirandosi prima ancora al grande filosofo tedesco naturalizzato svedese Ernst Cassirer, e in particolare al suo libro “Saggio sull’uomo. Introduzione a una filosofia della cultura”, edito in italiano da Mimesis. Il libro di Davide Navarria, come spiega in trasmissione l’autore, si rivolge sia al lettore che si accosta per la prima volta a queste tematiche, sia allo studioso (antropologo, storico, filosofo o sociologo delle religioni) che voglia approfondirle, offrendo un punto di vista inedito, ma in dialogo con queste discipline. Tenendo conto che – come già scriveva Cassirer – «l’uomo non vive più in un  universo soltanto fisico ma in un universo simbolico. Il linguaggio, il mito, l’arte e la religione fanno parte di questo universo, sono i fili che costituiscono il tessuto simbolico, l’aggrovigliata trama dell’umana esperienza». Forme linguistiche, immagini artistiche, simboli mitici e riti religiosi circondano l’uomo nella sua esperienza quotidiana. La trasmissione quindi affronta le questioni del sacro, del religioso, del simbolico in connessione con le problematiche presenti nell’attuale società dei consumi e i relativi fenomeni culturali.

Bibliografia:

Per approfondire le tematiche trattate in trasmissione con Davide Navarria, a partire dal suo libro “Introduzione all’antropologia simbolica”, pubblicato da Vita e Pensiero, suggeriamo innanzi tutto il volume “Il sacro e il profano” del grande pensatore rumeno Mircea Eliade, pubblicato in italiano da Bollati Boringhieri: è un testo fondamentale nella prospettiva dell’antropologia simbolica-religiosa, evidenziando il permanere di un comportamento pseudo-religioso anche all’interno di un contesto sociale come quello contemporaneo, nel quale i più affermano di vivere svincolati da valori e strutture trascendenti.

L’altro libro suggerito è “Il sacro nella storia religiosa dell’umanità” di Julien Ries, edito in italiano da Jaca Book, che offre una efficace sintesi dei principali approcci disciplinari alla questione del sacro e del religioso nel ’900. Come si è espresso e concretizzato sul piano del vissuto e sul piano linguistico il rapporto dell’uomo con il sacro? Chi è l’”homo religiosus”? Queste le domande fondamentali che innervano il testo, ormai un classico, dello studioso belga.

Infine sempre valido è il volume “Le strutture antropologiche dell’immaginario” dell’antropologo francese Gilbert Durand, pubblicato in italiano da Dedalo, per approfondire il rapporto fra l’esperienza umana e l’aspetto simbolico della vita.

 

 

 

 

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