Nella foto Salvatore Natoli
Nella foto Salvatore Natoli (Facebook)

Per una filosofia della memoria

Con Salvatore Natoli, di Antonio Ria

GERONIMO Filosofia
Martedì 21 giugno 2016 alle 11:35

Con il filosofo italiano Salvatore Natoli si intende mettere a fuoco un prospetto di filosofia della memoria. Perché è oggi urgente ridefinire filosoficamente la memoria? Perché – risponde Natoli – stiamo vivendo una profonda trasformazione della memoria personale e collettiva, dovuta a tre fattori (analizzati dall’egittologo tedesco Jan Assmann nel suo libro “La memoria culturale”): innanzi tutto i nuovi media elettronici, con l’inserimento nel tessuto culturale e sociale contemporaneo della memoria artificiale; quindi quell’atteggiamento (denominato da George Steiner «postcultura») nei confronti della cultura europea del passato, che è più un ricordo che un fattore storico da tenere ancora in considerazione per capire fino in fondo il presente e orientarsi in modo corretto verso il futuro; infine la progressiva scomparsa dei testimoni dei crimini immani del Novecento, «fra i più gravi – sottolinea Assmann – di tutta la storia umana». Da queste ragioni deriva l’attualità del tema della memoria, che con Salvatore Natoli viene analizzato in trasmissione nella sua struttura più intima, e quindi nella prospettiva di una filosofia della memoria, collegandola alla memoria culturale e al suo rapporto con l’inculturazione. E c’è anche la memoria individuale: Proust l’ha raccontata nella sua “Recherche”; ma anche Freud ha affrontato la dimensione della memoria fino a giungere quasi a identificarci con la memoria: noi “siamo” la nostra memoria. Memoria comunicativa, memoria di storie e di relazioni. Ma la filosofia può raggiungere una “memoria elaborativa”, in cui vi è il rapporto con quanto si è ereditato, ma anche la spinta a oltrepassarlo: superare la dimensione dello sradicamento, la perdita del passato, ma anche spingersi oltre.

APPROFONDIMENTO BIBLIOGRAFICO

Per approfondire le tematiche fin qui trattate col filosofo Salvatore Natoli nella ricerca di una filosofia della memoria, fondamentale è il libro dell’egittologo tedesco Jan Assmann, “La memoria culturale”, che si può leggere nella traduzione italiana di Francesco De Angelis, edito da Einaudi, e di cui all’inizio della trasmissione viene letto un brano programmatico. Quest’affascinante saggio si occupa delle relazioni fra i temi del ricordo, dell’identità e della perpetuazione culturale, cioè del costituirsi della tradizione, cercandone i fondamenti teorici nella cultura del ricordo e dello scritto, per giungere a un’identità culturale.

Per quanto riguarda le due identità della cultura occidentale, la cultura greca e la cultura giudaico e cristiana, importante è il libro di Salvatore Natoli “La salvezza senza fede, edito da Feltrinelli, in cui il filosofo italiano svolge un’approfondita riflessione sulle possibilità per l’uomo contemporaneo di abitare il mondo senza fughe verso una trascendenza e senza vani deliri di onnipotenza: accettando quella che Natoli chiama “etica del finito”, cioè la necessità di comprendersi a partire dalla consapevolezza della propria mortalità.

Infine, sempre di Salvatore Natoli, utile su questi argomenti è il suo ultimo libro intitolato “Perseveranza, pubblicato da il Mulino: quasi una fede, la perseveranza è, nei termini dell’autore, un modo per realizzarsi.

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