Geronimo

Fundamentals

Rete Due, giovedì 12 giugno, ore 11.35

  • 12.06.2014, 13:35
Rem Koolhaas alla Biennale di architettura 2014
  • Keystone

GERONIMO
Arte
Giovedì 12 giugno 2014 – ore 11.35
Replica alle ore 23.33 e sabato alle ore 19.30

In una Venezia scossa alle fondamenta dalla maxi inchiesta sulle tangenti del Mose che ha portato agli arresti domiciliari, fra gli altri, lo stesso sindaco della Serenissima; nel giorno delle ennesime agitazioni contro il passaggio delle grandi navi nella laguna; in un’Italia ancora fresca dallo scandalo delle mazzette per Expo, si è aperta al pubblico sabato la Biennale di Architettura, curata dall’olandese Rem Koolhaas, architetto di fama mondiale. Intitolata Fondamenti (!) e con un’intera sezione dedicata all’Italia, fra bellezza e turbolenza appunto, questa 14 esima edizione della Biennale risulta quasi profetica della complessità del costruire oggi nel mondo e in particolare nel Bel Paese. Uno sguardo ai titoli. Si diceva Fundamentals, a significare i fondamenti del costruire ( scale, soffitti, finestre, porte, focolare, scale mobili, climatizzatori …) con i quali gli architetti d’oggi devono tornare a confrontarsi, esposizione allestita al padiglione centrale; Monditalia, appunto, con 41 istallazioni che si snodano all’Arsenale, frutto interdisciplinare che ha coinvolto anche le altre sezioni della Biennale, Danza, teatro, musica; e i Padiglioni nazionali, saliti al numero di 60!, tutti accomunati dal tema Absorbing modernity che racconta di come il linguaggio moderno dell’architettura sia stato assorbito nei diversi contesti nazionali. Con quali vantaggi, in termini di soluzioni che avrebbero poi portato alla cosiddetta globalizzazione dei linguaggi e degli stili. Ma anche con quali “perdite”in relazione ai metodi e alle prassi tecniche del costruire tipiche di ogni singolo paese.

Ai nostri microfoni, nell’approfondimento di Anna Pianezzola, il curatore della Biennale 2014 Rem Koolhaas, architetto fra i più noti del panorama mondiale e autore di scritti polemici quali Delirious New York o Junkspace, progettista del contestato restauro del Fondaco dei Turchi ai piedi del Ponte di Rialto, progetto sul quale ha censurato ogni domanda. Hans Ulrich Obrist, curatore alla Serpentine Gallery di Londra, curatore del Padiglione della Confederazione che si è avvalso della collaborazione degli architetti Herzog et De Meuron, il primo dei quali sentiremo anche nel servizio. E l’architetto Cino Zucchi, curatore del Padiglione Italia concentrato sugli esiti più ragguardevoli realizzati in Italia negli ultimi 100 anni, fra modernità e preesistenze storiche.

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Geronimo 12.06.2014, 00:00

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