GERONIMO Storia
Lunedì 05 settembre 2016 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica domenica 11 settembre 2016 alle 08:35
Un uomo politico senza scrupoli, sicuro dell’impunità, abusa della sua carica per ottenere potere e ricchezza. Ma finalmente giunge la resa dei conti e viene chiamato in giudizio in un processo-spettacolo, seguito da un vasto pubblico che rumoreggia e reclama una condanna esemplare per il corrotto.
Il processo mette fine alla carriera politica dell’imputato, evidenzia le colpe di una classe dirigente sempre più simile a una casta, smaschera le connivenze tra governanti e giudici, accelera la carriera politica di un accusatore troppo abile.
Sembra una storia ben conosciuta, eppure non siamo nella Milano di Mani pulite. Siamo invece a Roma, nel 70 a.C., e il processo è quello che contrappone il grande oratore Marco Tullio Cicerone a Gaio Verre, governatore della Sicilia dal 73 al 71 a.C.
Quella vicenda giudiziaria getta luce su diversi aspetti degli ultimi, tormentati anni della Roma repubblicana, dal finanziamento della politica al rapporto con le province, come spiega lo storico Luca Fezzi, che a questo processo ha dedicato una recente e approfondita ricerca.
"Il corrotto" di Luca Fezzi