Geronimo libri
Mercoledì 23 novembre 2016 alle 11:35
Replica alle 23:33
Altro che famiglie felici (che si somigliano, e sono poco romanzesche) e famiglie infelici (che sono tutte diverse, un invito a nozze per lo scrittore): così le distingueva Tolstoj all’inizio di “Anna Karenina”. Si era in Russia, nell’800. In Sicilia le cose funzionano diversamente. Le famiglie proteggono e nascondono. Anche quando non superano i limiti della legalità, c’è sempre qualche segreto ben custodito tra le mura di casa.
Per queste famiglie lo scrittore palermitano Roberto Alajmo - ha fatto il giornalista, e ora è direttore del Teatro Biondo - ha un debole. Ne ha raccontata una in “È stato il figlio”, poi diventato un film diretto da Daniele Ciprì. Ne racconta un’altra nel suo ultimo romanzo “Carne mia”, uscito da Sellerio. Una storia che sentiamo raccontare dalla fine, nel sud della Spagna, ed era cominciata invece in un mercato palermitano. Un rischio, per un narratore. Ma anche una grande occasione per mostrare la propria bravura.