Geronimo filosofia
Martedì 11 ottobre 2016 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 15 ottobre alle 09:00
«Venti minuti di attenzione intensa valgono infinitamente di più di tre ore di applicazione con la fronte aggrondata con il sentimento del dovere compiuto». Queste parole di Simone Weil vengono poste a esergo del libro di Mariapia Borgnini, “La forza gentile dell’attenzione”, edito recentemente da Casagrande. Ma si sa per esperienza che non è facile porre attenzione: anzi a volte è molto difficile soprattutto nel mondo d’oggi, sempre più attraversato da motivi di distrazione. Ma era difficile anche ai tempi di Simone Weil, che ne dà questa motivazione: «C’è nella nostra anima qualcosa che rifugge dalla vera attenzione molto più violentemente di quanto al corpo al corpo ripugni la fatica… Ecco perché ogni volta che facciamo veramente attenzione distruggiamo una parte di male in noi stessi». Da questa preziosa traccia si snoda dunque “La forza gentile dell’attenzione” nella ricognizione di Mariapia Borgnini, che lavora da anni con giovani in difficoltà in una scuola pubblica del Ticino. Il libro è arricchito anche da un interessante approccio narrativo. E in trasmissione – alla ricerca di una pedagogia dell’attenzione – Mariapia Borgnini affronta questo delicato problema partendo dalla sua esperienza psicopedagogica soprattutto con gli adolescenti, ma anche con bambini e adulti, per ricuperare quella che lei chiama “la forza gentile dell’attenzione”: «una affettuosa attenzione, una consapevolezza che, quando riusciamo a introdurla nella nostra quotidianità, a darle spazio e a farla durare, rende migliori noi e le persone con qui entriamo in relazione».