Sulla pelle della gente famosa e della gente comune, piccoli o grandi, tribali o figurativi, neri o a colori, fatti di immagini oppure di parole, o di numeri. Se sono immagini, il catalogo è ampio; se sono parole, spesso si tratta di nomi propri (di figli, di partner, o di persone defunte); se sono numeri, spesso si tratta di date salienti per la propria vita. Incidersi sulla pelle la propria storia, o i simboli delle proprie passioni, o la cultura in cui ci si riconosce. Un po’come uno “stato” nei social network, ma meno aggiornabile, anzi pressoché indelebile. Per qualcuno il tatuaggio è davvero intensa espressione di sé, per altri un ornamento come un altro. In passato è stato un segno cruciale per molte culture (quella tahitiana, alla quale tra l’altro si fa risalire l’origine del termine “tattoo”, o quella maori, ad esempio), ma è stato anche marchio di emarginazione, o simbolo potente di ribellione. Dei vari significati di questa incisione sulla pelle parleremo con l’antropologa Alessandra Castellani, autrice del saggio Storia sociale dei tatuaggi (Donzelli).
Letizia Bolzani

Segnare la pelle: senso e pratica del tatuaggio
Geronimo 30.09.2014, 13:35
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