Chiara Frugoni, "Uomini e animali del Medioevo. Storie fantastiche e feroci", Il Mulino (dettaglio copertina) (mulino.it)

Animali nel Medioevo

di Roberto Antonini

GERONIMO
Storia e memoria
Lunedì 10 dicembre 2018 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica domenica 16 dicembre 2018 alle 08:35

 

I piccoli del pellicano nascono morti, ma al terzo giorno l’uccello si squarcia il petto e con il suo sangue li risuscita. L’unicorno dal canto suo è un animale pericoloso, solo in presenza di una vergine, se possibile nuda, si ammansisce, si addormenta sul suo grembo, e così può essere catturato. Due tra le tante credenze che nel Medioevo circolavano sul comportamento di animali veri (come orsi, cinghiali, serpenti, leoni) o immaginari, come il basilisco (mezzo serpente, mezzo uccello) o il grifone (corpo di leone, testa di aquila). Un mondo straordinario attestato dalle ricchissime fonti iconografiche (tappezzerie, affreschi, miniature, sculture, bassorilievi, facciate di chiese, capitelli) da numerosi testi tra cui gli affascinanti bestiari. Ospite di questa puntata di "Geronimo" Chiara Frugoni, medievista di fama internazionale, autrice del recente "Uomini e animali del Medioevo. Storie fantastiche e feroci" pubblicato da Il Mulino.

 

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