Statua di Gengis Khan (iStock)

I mille volti di Gengis Khan

di Alessandro Bertellotti

GERONIMO
Storia e memoria
Lunedì 03 dicembre 2018 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica domenica 09 dicembre 2018 alle 08:35

 

Impossibile trovare una definizione condivisa su questo grande protagonista del XII secolo. A seconda dei punti di osservazione è considerato uno stratega militare sopraffino, un innovatore, un feroce vendicatore, un despota. L’incertezza nel descrivere la sua figura contribuisce a renderlo ancora oggi un punto di riferimento della vita della Mongolia e della Cina.

Il numero ridotto di fonti storiche e il fatto che a lungo le gesta di Gengis Khan e dei suoi successori siano state tramandate soprattutto oralmente, non hanno mai aiutato a fare chiarezza su quel periodo storico e su cosa abbia determinato la grande espansione dell’impero mongolo, il più vasto dell’epoca, che comprendeva, e la successiva rapida ritirata, quando l’Europa sembrava oramai a portata di mano.

Con Nicola Di Cosmo, Professore presso l’istituto di studi avanzati all’Università di Princeton, che con il climatologo svizzero Ulf Buntgen, dell’istituto federale di ricerca di Birmensdorf ha definito una teoria che lega la ritirata mongola dall’Europa con le condizioni climatiche avverse all’esercito asiatico.

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