Cristoforo Munari, "Libri, porcellane cinesi, vassoio di frutta, bauletto, vasetto di fiori e teiera su tavolo coperto da tovaglia rossa" (Wikipedia)

Il piacere onesto

Storia di cuochi in età moderna, di Claudio Visentin

GERONIMO
Storia e memoria
Lunedì 17 settembre 2018 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica domenica 23 settembre 2018 alle 08:35

 

La gastronomia è la passione del momento, declinata in infinite forme. Ora sbarca anche a Lugano, Città svizzera del gusto 2018, con un ricco programma di iniziative dal 13 al 23 settembre.

Naturalmente si parlerà molto di cuochi: oggi i più famosi sono delle vere star mediatiche. Ma quando questo mestiere ha visto riconosciuta la sua dignità? Quando si è cominciato a tramandare il nome dei cuochi più famosi?

Per rispondere a queste domande dobbiamo tornare, con l’aiuto di Stefano Prandi, a quel cruciale momento di passaggio tra Medioevo, Umanesimo e Rinascimento, quando matura una nuova visione dell’uomo. Questa rivoluzione interessa non solo l’arte e la vita intellettuale, ma l’intera sfera della vita umana, inclusi i piaceri terreni. Anche la gola, uno dei sette peccati capitali secondo la Chiesa, viene ora giudicata con maggiore indulgenza.

In questa prospettiva Francesco Antinucci ha raccontato la vita di alcuni tra i cuochi più famosi, a cominciare da quel Maestro Martino, noto anche come Martino da Como, in realtà originario della Valle di Blenio, dove nacque intorno al 1425.

Francesco Antinucci, "Il potere della cucina", Laterza

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