William-Adolphe Bouguereau, "Le raccoglitrici di noci" (1882) (Wikipedia)

Il sangue e il nome

Storie di fratelli e sorelle, di Claudio Visentin

GERONIMO
Storia e memoria
Lunedì 13 novembre 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica domenica 19 novembre 2017 alle 08:35

 

Dapprima il concepimento; poi crescere e prendere forma nel ventre materno; infine nascere, venire al mondo. Cosa c’è di più naturale? Eppure sin dai tempi più remoti questo passaggio fondamentale della vita è avvolto nel mito e nel simbolo, esce dal cerchio degli individui e della famiglia per trovare nella società il suo significato, come mostrano le innovative ricerche di Nadia Maria Filippini.  

E poi, nascere non basta. Bisogna ancora trovare il proprio posto nella famiglia, nucleare e allargata, vivere i legami di parentela. I legami tra fratelli e sorelle sono particolari, al tempo stesso fragili e tenaci: possono resistere lungo tutto l’arco dell’esistenza o infrangersi in contese per l’affetto dei genitori o per il possesso di beni materiali. Gli studi raffinati di Benedetta Borello dedicati all’età moderna mostrano un gran numero di esempi, nell’uno e nell’altro senso.

Infine, ed è forse inevitabile, anche gli storici sono chiamati a dare il loro contributo nel percorso di ridefinizione dei confini tra natura e cultura all’interno della famiglia: è il tema forse più complesso e controverso del nostro tempo.

Bibliografia:

"Generare, partorire, nascere. Una storia dall’antichità alla provetta" di Nadia Maria Filippini

"Il posto di ciascuno. Fratelli, sorelle e fratellanze (XVI-XIX secolo)" di Benedetta Borello

Un Guardiacaccia in arrivo...

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