Disegno di Lola Airaghi per la copertina di Nino Rota - Fellini Satyricon Soundtrack (Rustblade)
Disegno di Lola Airaghi per la copertina di Nino Rota - Fellini Satyricon Soundtrack (Rustblade) (Lola Airaghi)

Quid rides? Ridere nell’antica Roma

a cura di Claudio Visentin

Geronimo storia
Lunedì 09 gennaio 2017 alle 11:35

Replica alle 23:33
Replica domenica 15 gennaio 2017 alle 08:35

In replica lunedì 07 agosto 2017 alle 11:35

Perché ridiamo? Che cosa provoca il riso? Perché coinvolge diverse parti del corpo? Perché a volte non riusciamo a controllarlo? La domanda, in apparenza semplice, rimane a tutt’oggi senza risposta. Naturalmente sono state proposte diverse interpretazioni anche autorevoli, da Sigmund Freud a Michail Bachtin, ma senza giungere a nessuna conclusione.

La risata sfugge a ogni spiegazione perché può essere anche molto diversa: ridiamo di qualcuno, ma anche con qualcuno; ridiamo di un gesto goffo, di un gioco di parole, di un evento inatteso. L’atto di ridere combina in forme imprevedibili natura e cultura, aspetti fisici e mentali.

Proviamo allora a porre la domanda in forma diversa. Come e di cosa ridevano gli uomini del passato, per esempio i Romani? La nostra ospite  Mary Beard è la storica che ha maggiormente approfondito questo tema. Maurizio Bettini ci mostra invece come i Romani ridessero anche dei loro dei, in forme che forse oggi troveremmo poco rispettose. Infine Elisabetta Matelli ci spiega gli sforzi compiuti per far apprezzare anche nel nostro tempo la carica di comicità delle commedie romane.

BIBLIOGRAFIA:

Mary Beard, "Ridere nell’antica Roma", Carocci
Maurizio Bettini, "Dèi e uomini nella città. Antropologia, religione e cultura nella Roma antica", Carocci
Maurizio Bettini, "Elogio del politeismo. Quello che possiamo imparare dalle religioni antiche", Il Mulino

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