Geronimo libri
Mercoledì 21 dicembre 2016 alle 11:35
Replica alle 23:33
In replica mercoledì 21 giugno 2017 alle 11:35
Rifiuti editoriali su rifiuti editoriali. E poi il grande successo, nel 2013. Quando Marc Fumaroli, Bernard Pivot e Jean d’Ormesson si innamorarono di “La verità sul caso Harry Quebert”, scritto dal ginevrino Joel Dicker. Non aveva neppure 30 anni - è nato nel 1985. Fu un successo da un milione di copie in Francia, e da mezzo milione di copie nella traduzione italiana (Bompiani, grazie al fiuto di Elisabetta Sgarbi che ora ha traslocato lo scrittore nella sua nuova sigla La nave di Teseo). Vinse il premio Goncourt dei liceali e il Gran Prix du roman de l’Académie Française.
Joel Dicker torna ora in libreria con “Il libro dei Baltimore", anche questo ambientato negli Stati Uniti. Ritroviamo Marcus Goldman, che nel romanzo precedente era uno scrittore in crisi d’ispirazione (il successo arrivava nelle ultime pagine). Impossibile non sospettare un po’ di autobiografia. E molti prestiti letterari, con echi nella brughiera di “Cime tempestose”.