L’album I canti dei menestrelli (Acciaierie di Piombino, 1973) costituisce una tappa fondamentale nella crescita artistica della coppia Chierici-Lumini. In sinergia, i due artisti raggiungono vette altissime di ingegno e creatività, soprattutto nella ricerca dell’origine del canto popolare. La trovano nelle composizioni dei trovatori e dei trovieri che nel Medioevo viaggiavano tra le corti europee, ritenendoli i fondatori del patrimonio musicale popolare.
Nella collaborazione con lo scrittore Grytzko Mascioni, nella realizzazione di opere teatrali, trasmissioni televisive, radiofoniche e di incisioni discografiche, la carriera di Daisy Lumini trova importanti opportunità in terra svizzera. Tra queste, l’album Il paese dei bambini con la testa (a cura di Beppe Chierici), l’impegno didattico presso l’Accademia Dimitri, la messa in scena di L’opera delle filastrocche di Gianni Rodari, con musiche di Virgilio Savona eseguite dall’orchestra della Radiotelevisione Svizzera.
Gli anni Ottanta la vedono tornare in teatro, voce eccezionalmente versatile, capace di interpretare le più innovative partiture di Luciano Berio, Salvatore Sciarrino, fino all’esordio nella prosa al Teatro Stabile di Bolzano e al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia in coppia con l’attore tarantino Tino Schirinzi. Insieme a lui, il 18 agosto 1993, a Barberino del Mugello ha posto fine alla sua vita.
“Grand Bazaar”, a cura di Christian Gilardi avrà come ospite Chiara Ferrari, insegnante e giornalista che ha pubblicato diversi libri tra i quali Politica e protesta in musica: da Cantacronache a Ivano Fossati (Unicopli) e Le donne del folk. Cantare gli ultimi. Dalle battaglie di ieri a quelle di oggi (Interno4 edizioni). Per il periodico Patria Indipendente si occupa di musica folk, canzone di protesta, d’autore e d’autrice.
"Il paese dei bambini con la testa" di Daisy Lumini e Beppe Chierici, I Dischi Dello Zodiaco (copertina)
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