Il giardino di Albert

Artigiani digitali e “open science”

di Clara Caverzasio e Marco Motta

  • 18.10.2014, 20:00
Uno scatto alla Maker Faire Rome 2014

Uno scatto alla Maker Faire Rome 2014

  • Courtesy pagina FaceBook di Maker Faire Rome

I makers, ovvero i nuovi “artigiani digitali”. Un movimento in vertiginosa crescita, animato dal desiderio di fare da sé (DIY, do it yourself) oggetti basati su hardware open source come Arduino, o che funzionano grazie a software open source condivisi liberamente e scaricati dalla rete.
La filosofia di fondo è comune: la conoscenza e la tecnologia devono essere aperte e condivise, e rese accessibile a tutti, che si tratti di bit o di sequenze genetiche. Ai primi di ottobre a Roma si è tenuta la seconda edizione della Maker Faire, la fiera internazionale a loro dedicata, dove accanto all’innovazione e alla creatività digitale ha tenuto banco una nuova forma di fare scienza che sta riconfigurando profondamente le relazioni tra ricerca, società e mercato, anche e soprattutto nel mondo della biologia.
Le culture hacker sono infatti uscite dal mondo del software per contaminare altri saperi, in particolare le scienze della vita. Un caso su tutti: Genspace, il primo laboratorio al mondo di biotecnologie fai-da-te che rispetta tutte le norme governative, fondato a New York City da Ellen Jorgensen. Paladina della scienza come bene pubblico, la biologa sarà tra gli ospiti del Giardino d Albert di sabato 18 ottobre. Con lei anche il giovanissimo Jason Fontana, che ha messo a punto il primo “biohacker space” in Italia, un laboratorio per la ricerca e la condivisione dello studio della biotecnologia, e Alessandro Delfanti, autore di Biohackers. Scienza aperta e società dell’informazione (Elèuthera editrice).

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Artigiani digitali e “open science”

Il giardino di Albert 18.10.2014, 20:00

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