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E l’uomo creò Dio

Religione e fondamentalismi: spunti per una riflessione scientifica, di Clara Caverzasio e Fabio Meliciani

IL GIARDINO DI ALBERT
Giovedì 18 ottobre 2018 alle 11.35
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Nella lunga storia evolutiva dell’uomo, la persistenza della religione o più in generale della credenza in una qualche divinità o entità ultraterrena è notevole, a partire da testimonianze che risalgono a 20-30 mila anni fa: pitture rupestri in caverne e camere inaccessibili in Africa, in Europa, in Asia che rappresentano, con molta probabilità, elementi soprannaturali. Per gli antropologi è un sistema umano di creazione di significati robusto, trasversale alle culture, e persistente nel tempo.

Ma perché l’essere umano sente il bisogno di credere in qualcosa di trascendente? E soprattutto come mai, talvolta, tutto ciò porta anche ad estremismi dalle conseguenze terribili, come i fondamentalismi? Siamo un unicum nel regno animale o esiste qualcosa di simile in altre specie? Cosa può dire la scienza su temi tanto complessi di cui sentiamo parlare ogni giorno? Sono alcune delle domande che Fabio Meliciani ha posto all’antropologa Barbara J. King, professore emerito di antropologia, al College of William and Mary in Virginia, che da molto tempo indaga il tema della religiosità e della spiritualità nell’essere umano, e al neuroscienziato Jay Van Bavel della New York University, che saranno ospiti del “Giardino di Albert” assieme al filosofo della scienza ed evoluzionista Telmo Pievani, dell’Università di Padova, dove sta conducendo delle studi intorno ai meccanismi evolutivi che producono non soltanto i sistemi religiosi in generale, ma proprio la fusione spesso tremenda tra l’adesione a una credenza religiosa e il chiudersi in una comunità fondamentalista.

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