(iStock)

Il cervello degli adolescenti

a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di Albert
Sabato 14 novembre 2015 alle 18:00

Replica domenica 15 novembre alle 10:35

Un po’ lunatici, a tratti pigri e apatici ma anche impulsivi e irruenti; propensi a lanciarsi in comportamenti rischiosi o a lasciarsi trascinare dal gruppo; bisognosi di rassicurazione ma anche e soprattutto di libertà: sono gli adolescenti che, come ben sappiamo, hanno difficoltà a controllare gli impulsi e a valutare rischi e benefici delle proprie azioni. Per molti anni, questi comportamenti sono stati motivati quasi unicamente con i cambiamenti ormonali che caratterizzano questa fase della crescita. Ma la realtà dei fatti è che gli adolescenti attraversano una fase fondamentale della vita, anche dal punto di vista dello sviluppo cerebrale. Infatti, comportamenti come la ricerca di sensazioni forti, il distacco dai genitori per rivolgersi ai compagni o la propensione al rischio, sono il naturale risultato dello sviluppo cerebrale, parte di ciò che serve ai giovani per imparare a muoversi in un mondo complesso. Recenti studi neuroscientifici hanno infatti dimostrato che il cervello degli adolescenti non è un cervello difettoso, anzi, e non è nemmeno un cervello adulto pronto a metà: è una realtà a sé stante, caratterizzata da una straordinaria flessibilità e da un considerevole aumento del numero di connessioni tra le regioni cerebrali, insomma, da un plasticità al massimo grado. Un unicum straordinario dove è tutto un fare e disfare, a riprova che, se ben gestita, l’adolescenza è una risorsa incredibile. Ma cosa succede esattamente nel cervello degli adolescenti? ce lo spiega il neurobiologo Antonio Malgaroli, a capo dell’Unità di Neurobiologia dell’apprendimento al San Raffaele di Milano, nel Giardino di Albert di sabato 14 novembre.

 

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