(iStock)

Il cervello mistico

di Clara Caverzasio

IL GIARDINO DI ALBERT
Giovedì 07 dicembre 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 09 dicembre alle 18:00

Visioni, rivelazioni, sdoppiamenti, presenze immateriali, voci profetiche: fenomeni che si è soliti associare ai mistici di tutte le epoche e culture (quella ebraica, quella greco-ortodossa o quelle orientali come il buddismo e il sufi) e che sono sempre stati accompagnati da un’aura miracolistica. Ma che sono stati studiati anche dal punto di vista neuroscientifico, fin dagli anni ’60. Certo, solo in epoca molto recente le neuroscienze sperimentali e non solo quelle cliniche, hanno mostrato come la spiritualità sia una “strategia evolutiva”, una tendenza fondamentale, espressione di un'attività cognitiva innata. E, indagando la relazione tra comportamenti religiosi o spirituali e attività cerebrale, hanno poi scoperto che nel cervello vi sono specifiche aree e sistemi neurali coinvolti in questo tipo di esperienze. E dunque, come nascono nel cervello le visioni dei mistici? Visioni, allucinazioni, sdoppiamento, dissociazione, possono essere una conseguenza delle tecniche codificate, per esempio nella Kabbalah e nell’esicasmo (le tecniche psicofisiche dei greci ortodossi), nel sufismo e nella tradizione buddista? Tecniche che modificherebbero lo stato di coscienza, producendo alterazioni percettive paragonabili a quelle indotte da droghe o da malattie neurologiche.
Se ne è discusso nel convegno “ll cervello mistico” che si è tenuto a Lugano i giorni scorsi  e che ha visto la partecipazione di Mòshe Idel, massimo studioso di Kabbalah, docente di pensiero ebraico all'Università ebraica di Gerusalemme; Antonio Rigo, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, tra i massimi esperti di esicasmo; e il neuroscienziato Shahar Arzy, dell’università di Gerusalemme che conduce le sue ricerche presso la clinica di neuropsichiatria ed epilessia di Gerusalemme, autore assieme a Moshe Idel del volume “A Neurocognitive Approach to Mystical Experiences”. Li sentiremo nel “Giardino di Albert” di giovedì 07 dicembre 2017 assieme a Viviana Kasam, presidente dell’Associazione BrainCircle Italia, organizzatrice e moderatrice dell’incontro.

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