
Il racconto della fisica
Il giardino di Albert 17.01.2015, 18:00
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Dacché l’uomo ha iniziato a interrogarsi sulla realtà che lo circonda e sul cielo che lo sovrasta, ha dovuto cambiare la sua immagine del mondo più e più volte, scoprendo che la realtà non è quasi mai quello che sembra. E’ stato così quando si è scoperto che la Terra non è piatta bensì tonda, o quando si è capito che il nostro pianeta non è al centro dell’Universo, ma ruota intorno al Sole. E gli esempi si sono susseguiti numerosi nel corso dei secoli; fino ai giorni nostri, perché la grande fisica del Novecento ha cambiato in profondità quello che sappiamo sulla natura: sullo spazio sul tempo, sulla materia e sull’ energia. È quanto narra con tocco leggero e coinvolgente, Carlo Rovelli, fra i fisici teorici di punta più attenti alle implicazioni filosofiche dell’indagine scientifica, nel suo ultimo volumetto dal titolo Sette brevi lezioni di fisica (Adelphi), in cui illustra in modo semplice e appassionato i fatti salienti della storia della fisica teorica. E con essi, come è cambiata la nostra immagine del mondo, dall’Antichità alle scoperte più recenti: prime fra tutte la Teoria della relatività di Einstein, “La più bella delle teorie”, e la Meccanica quantistica. Un racconto dove trovano spazio riflessioni sull’uomo e su come la nostra specie si colloca in un universo così complesso e misterioso.
Nel Giardino di Albert di sabato 17 gennaio lo stesso Carlo Rovelli (che dirige il gruppo di ricerca in gravità quantistica dell’Università di Aix-Marsiglia) ci racconterà la bellezza del mondo descritto dalla fisica e l’entusiasmo nello scoprire che è diverso da come appare.
