Moniteoraggio avviato sulle alghe tossiche a Portovenere
Moniteoraggio avviato sulle alghe tossiche a Portovenere (Courtesy pagina FaceBook del Centro Ricerche Ambiente Marino S. Teresa)

L’importanza di chiamarsi Mediterraneo

Rete Due, sabato 4 ottobre, 18:00

Due milioni e mezzo di chilometri quadrati che toccano ventun paesi di tre continenti, e che si congiungono all’oceano Atlantico attraverso le otto miglia appena dello Stretto di Gibilterra. Il Mediterraneo non è, come si sarebbe portati a credere, un piccolo mare chiuso, ma un vero e proprio oceano in miniatura, perché presenta una grandissima varietà di ambienti completamente diversi. Fornisce inoltre servizi ecosistemici importantissimi per la nostra esistenza: svolge ad esempio un ruolo fondamentale nel regolare il clima del pianeta. Per tutelare il Mediterraneo non bastano convenzioni come quella di Barcellona per la protezione dell’ambiente marino. È necessario anche conoscere, monitorare, e studiare a fondo le condizioni di questo ‘nostro’ piccolo ma profondo mare. È questo lo scopo dei diversi progetti, sia nazionali che europei, che avremo modo di conoscere nel Giardino di Albert di sabato 4 settembre grazie a Roberta Delfanti, fra i responsabili del Centro Ricerche Ambiente Marino S. Teresa, in provincia di La Spezia.
Clara Caverzasio

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