(Keystone)

La foresta che verrà

di Clara Caverzasio

IL GIARDINO DI ALBERT
Giovedì 1. novembre 2018 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 03 novembre alle 18:00

"Vi è una pazienza della foresta, ostinata, instancabile, continua come la vita stessa"
- Jack London

Visto dallo spazio il pianeta Terra appare come un pianeta blu, fluttuante nel nero inchiostro dello spazio profondo. Ma forse dovremmo dire "blu e verde": alberi e foreste coprono infatti 4 miliardi di ettari, cioè il 31 percento della superficie terrestre.
Il mantello verde del pianeta non ha però solo un valore estetico/cromatico; le foreste sono infatti per antonomasia l’ecosistema che ha più funzioni: innanzitutto producono ossigeno indispensabile alla vita sulla Terra, e purificano l’atmosfera assorbendo ogni anno l’equivalente di circa 2 miliardi di tonnellate di CO2; ma soprattutto contengono più di tre quarti della biodiversità terrestre. Senza dimenticare, ovviamente, che forniscono cibo, medicine e reddito a oltre un miliardo di persone, ed energia a circa un terzo della popolazione globale, che utilizza il legno come fonte di energia per cucinare e riscaldarsi.

E dunque la deforestazione spesso scellerata, cui si assiste in questi ultimi decenni, causata soprattutto dalla conversione in terreni agricoli e zootecnici, minaccia non solo i mezzi di sussistenza di silvicoltori, comunità forestali e popoli indigeni, ma anche la varietà e la qualità della vita sul nostro pianeta. E secondo i recentissimi studi sia della FAO che del Global Forest Watch e di Science Magazine, l'assalto alle foreste del pianeta, in certe zone come l’Amazzonia, non accenna a diminuire. Questo il quadro a livello globale. E in Svizzera, dove un terzo del territorio è ricoperto da boschi, come è la situazione, come evolve e come la si studia?

Ce lo spiegano Marco Conedera, responsabile della sede della Svizzera italiana dell'Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve ed il paesaggio (WSL); e Marco Moretti ecologo della conservazione, presso la sede di Zurigo dello stesso istituto, nato nel 1885, che ci spiegheranno come sono cambiati e stanno cambiando i paesaggi forestali svizzeri e quali sono le problematiche principali, in parte controintuitive e anche in controtendenza, che ci si trova a dover affrontare nel nostro paese.

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