(iStock)

La nostra famiglia si allarga

a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di Albert
Sabato 03 ottobre 2015 alle 18:00

Replica domenica 04 ottobre alle 10:35

Luogo di origine: Sudafrica. Altezza: 1,50 metri. Peso: circa 45 kg. Piedi da bipede, ma mani di chi si arrampica ancora sugli alberi. Cervello: piccolo. Età: ancora indefinita ma probabilmente intorno a 2,5 milioni di anni. È la carta di identità della nuova specie umana scoperta in Sudafrica: homo Naledi, un singolare mix di caratteristiche primitive e moderne, simili a quelle di Homo sapiens, chiara indicazione di quanto complesse siano le origini del genere Homo. Da anni ormai sappiamo che l’evoluzione dell'uomo non ha avuto una linea continua, ma è avvenuta come i rami di un albero: mentre alcuni cadevano o si fermavano, altri nascevano. Finché ha preso il sopravvento il ramo della nostra specie che chiamiamo Homo sapiens. Ora, con questo ritrovamento, che ha entusiasmato molti esperti, illuminati, o abbagliati, da questa “stella” (“naledi” nella lingua sotho significa “stella”), la nostra famiglia si allarga. L’eccezionalità della scoperta è dovuta non soltanto alle caratteristiche della nuova specie ma anche e soprattutto alla quantità dei reperti trovati: migliaia di ossa umane associate in particolare a 15 individui, di cui si è potuto ricostruire l’anatomia, e che permetteranno di conoscere più cose di Homo Naledi che di quasi tutte le altre specie di Homo finora note. Una scoperta che apre però anche tanti interrogativi, primo fra tutti: “chi è veramente umano?” Nel Giardino di Albert di sabato 03 ottobre un esperto di evoluzione, il filosofo della scienza Telmo Pievani, ci aiuterà a inquadrare l'importanza e l'eccezionalità di questa scoperta, cercando di rispondere ad alcune delle domande che il ritrovamento lascia aperte, con anche una riflessione sull’importanza del migrare nella storia dell’evoluzione umana.

 

Ora in onda Radio svizzera classica In onda dalle 1:30
Brani Brani in onda Alone together - Benny Carter Ore 1:05