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La rivoluzione della climatologia

La scienza dopo la Cop 21, a cura di Clara Caverzasio

Il giardino di Albert
Giovedì 15 settembre 2016 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 17 settembre 2016 alle 18:00

“Siamo passati da una scienza dell’anticipazione che si limita a fare previsioni di modelli, a una scienza della constatazione, corroborata da dati e scoperte.” Parola di Hervé Le Treut, il grande fisico e climatologo, da anni membro dell’IPCC (il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) e del comitato scientifico congiunto del Programma mondiale di ricerca sul clima. Una scienza, la climatologia, le cui diagnosi per la prima volta dopo decenni, sono state finalmente riconosciute in modo completo dai politici, anche per quel che riguarda le sue implicazioni, cioè l’urgenza di dover ridurre velocemente e in maniera drastica le emissioni di gas a effetto serra. L’accordo di Parigi del dicembre 2015, da pochi giorni ratificato anche da USA e Cina, è infatti basato sulle diagnosi dei climatologi. Il cambiamento climatico non è più un concetto astratto, e da previsione scientifica diventa questione sociale, economica, civile e, soprattutto, politica.
Lo scienziato tuttavia non può prendere decisioni politiche, il suo compito deve essere quello di offrire basi scientifiche e analisi, dati e modelli; ma può sollecitare dibattiti e anche suggerire modi diversi di affrontare i problemi legati ai cambiamenti climatici, come fa da anni lo stesso Hérvé Le Treut. Di questo e di molto altro si parlerà nel Giardino di Albert di giovedì 15 settembre, curato come sempre da Clara Caverzasio.

OSPITE: Hervé Le Treut, membro dell'Accademia Francese delle Scienze, professore presso l'Università Pierre et Marie Curie e presso l'Ecole Polytechnique.