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Letteratura e comicità per raccontare i cambiamenti climatici

di Clara Caverzasio

IL GIARDINO DI ALBERT
Giovedì 23 novembre 2017 alle 11:35
Replica alle 23:33
Replica sabato 25 novembre alle 18:00

È sotto gli occhi di tutti in ogni parte del mondo (anche qui da noi), ed è ormai ampiamente comprovata e illustrata da centinaia di studi e ricerche scientifiche in tutto il mondo. Insomma, malgrado i proclami di certi politici, il cambiamento climatico è una realtà incontrovertibile, come ha confermato anche la recente conferenza sul clima di Bonn. Eppure, malgrado sia un tema così radicato nella nostra realtà, sembra assente dal nostro immaginario. Infatti è quasi del tutto ignorato dall’arte e dalla letteratura (a parte certa produzione fantascientifica), che pure spesso hanno colto in anticipo i segnali di potenziali disastri. Come mai?

L’interrogativo è al centro dell’ultimo romanzo dello scrittore e antropologo Amitav Ghosh, uno dei più grandi scrittori indiani, che già ne “Il paese delle maree” (2005) si era occupato delle tematiche ambientali. Anche il suo ultimo libro, “La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile” (Neri Pozza), è dedicato a questo tema. La letteratura saprà offrire una nuova narrazione, e toccare l’immaginario collettivo come la scienza finora non è riuscita a fare? Chissà. Intanto anche fra gli scienziati c’è chi, come il climatologo Luca Mercalli, da decenni impegnato nella divulgazione scientifica dei cambiamenti climatici, dopo aver toccato con mano la difficoltà nel far passare il tema in libri, conferenze e programmi radiotelevisivi, ha deciso di tentare la strada del teatro. Lo ha fatto assieme alla Banda Osiris in un vero e proprio “cabaret climatologico”: “Non ci sono più le 4 stagioni”, uno spettacolo esilarante quanto scientificamente ineccepibile. Di scienza da leggere come un romanzo e da gustare come uno spettacolo si parla nel “Giardino di Albert” di giovedì 23 novembre 2017, assieme ad Amitav Ghosh, Luca Mercalli e la Banda Osiris.

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