Sabato 16 maggio 2015 alle 18:00
Replica domenica alle 10:35

Quando il cervello non parla più
Il giardino di Albert 16.05.2015, 20:00
Contenuto audio
Risale al 1871 il primo caso famoso di disturbo del linguaggio, la perdita della capacità di capire e produrre il linguaggio da parte di un soggetto adulto che fino ad allora era stato bene. A questo disturbo si diede nome di “afasia” e da allora la neurologia clinica ha iniziato a indagare anche i disturbi del linguaggio, prendendo però in esame solo soggetti monolingue. Ma ormai è noto che molto più del 50 per cento della popolazione del mondo è bilingue o poliglotta. E così, verso la fine degli anni ’80, si è cominciato a prendere in esame anche pazienti poliglotti con disturbi linguistici da lesioni cerebrali, e non a caso a Montreal, città altamente bilingue e di grande immigrazione.
Grazie in particolare agli studi dello psicologo Michel Paradis, si è iniziato a capire che pazienti che parlavano più lingue e che avevano avuto una lesione cerebrale, avevano reazioni diverse rispetto a pazienti monolingue. Un quadro clinico “strano” dal punto di vista del recupero della lingua, che ha messo in luce per la prima volta il fatto che lingue diverse, a seconda di come le si imparano, fanno riferimento a due diversi modi di apprendere. Una scoperta che ha permesso di capire meglio il nostro straordinario organo pensante e la nostra capacità linguistica, e che potrebbe avere possibili ricadute anche nelle politiche di apprendimento delle lingue.
Se ne parlerà nel Giardino di Albert di sabato, con Salvatore Aglioti, neuropsicologo del linguaggio e neurologo comportamentale, dell’università degli studi La Sapienza, Roma, tra i precursori di questo genere di studi.
