Negli ultimi anni si è tanto parlato di complessità, ci siamo lamentati di come sia difficile starle dietro. Diventando quasi una scusa per i più disfattisti: “tutto è complesso, il troppo stroppia, e sarà brutto e cattivo per forza”.
Eppure dare una cornice a questa complessità è l’unica spinta generativa possibile. E la cornice è esattamente quello che Luciano Floridi, filosofo ed esperto di etica del digitale, intende con questa nuova espressione: capitale semantico.
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