È da un po’ che osservo questo aggettivo. “Muscolare” prolifera nella stampa. Lo si trova accanto al tema dell’algoritmo, al “capitalismo dell’attenzione”, come spiega bene Cory Doctorow, ricercatore di Mit Media Lab, attivista per i diritti digitali, nel suo saggio “Come distruggere il capitalismo della sorveglianza”, uscito per Mimesis nel 2024. Ma in particolare le sue occorrenze più interessanti riguardano la “politica estera”: la geopolitica, nei titoli di giornale e anche nei talk televisivi, diventa “muscolare”. Non si tratta di un caso: l’aggettivo, applicato alla politica, racconta qualcosa di molto preciso su come il potere viene – o almeno viene esibito – nell’epoca attuale. Se guardiamo la provenienza linguistica, l’espressione sembra aver preso piede sulla formula inglese, dove troviamo “muscular foreign policy”, quindi “politica estera muscolare” e viene utilizzato per descrivere un approccio forte e diciamo molto diretto nell’uso della forza piuttosto che della diplomazia. Ci troviamo insomma a parlare di potere. E il potere, nella sua forma più esplicita, non negozia, è più interessato a esibire sé stesso!
Scopri la serie
https://www.rsi.ch/s/3062516


