“Texturetown” è un videogioco multiplayer online sperimentale che rappresenta un esempio di “Plundercore”. Sviluppato da Aidan Strong, il gioco è un “collage di Frankenstein” che riutilizza codici, texture e audio di celebri giochi per bambini dei primi anni 2000 ormai dismessi. Matteo Lupetti lo descrive come un’opera d’arte che riflette sulla storia e le meccaniche dei videogiochi, attingendo all’archeologia dei server abbandonati per creare un testo interattivo critico.
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