Rymden: Space Sailors. Wesseltoft-Berglund-Öström (ed. Jazzland, 2020)

di Paolo Keller

La scomparsa nel 2008 di Esbjörn Svensson ha lasciato un grande vuoto nel jazz europeo. Il pianista svedese aveva infatti contribuito ad inaugurare con il suo trio una nuova stagione di quella classica formazione del jazz, il trio piano-contrabbasso-batteria, che tanta storia ha fatto anche nel jazz moderno.

Inutile dire che i suoi partner in tale formazione, il bassista Dan Berglund e il batterista Magnus Öström - con un ruolo fondamentale della musica d’insieme che ne scaturiva - per molto tempo si sono sentiti orfani e non avevano più trovato una vera nuova dimensione musicale.

La nascita nel 2016 di Rymden, che si è profilato da subito come nuovo supergruppo della scena jazz scandinava grazie all’associazione con il pianista, compositore, produttore norvegese Bugge Wesseltoft, ha segnato una svolta decisiva per i due.

Dopo il debutto di Reflections and Odysseys del 2019, il trio è ora uscito con un secondo disco dal titolo Space Sailors. Ancora per Jazzland, l’importante etichetta del pianista.