Jean-François Dandrieu si specchia

di Giuseppe Clericetti

Sorprendiamo l'organista del Re nei suoi abiti da compositore di musica da camera, ance e ripieni che rivaleggiano con i due violini. È un unicum possedere due versioni così dissimili delle stesse opere, due sfaccettature di un compositore che combina la grandezza e la maestosità dei brani per organo con la giocosità italiana e virtuosa delle sonate a tre. Eppure furono questi brani da camera che Dandrieu scrisse per la prima volta, nel 1705, poi riprese al culmine della sua carriera negli Offertori per organo (1739). Nel nostro "Paese dei Barocchi" ascolteremo alcuni di questi “autoplagi” registrati nella Chapelle Royale di Versailles con l’ensemble Il Caravaggio e l’organista Jean-Baptiste Robin.