
Oggi la storia 11.09.14
Oggi, la storia 11.09.2014, 08:50
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L’anniversario della nascita, l’11 settembre 1903, del filosofo tedesco Theodor Adorno, ci invita a qualche considerazione sul significato dell’illuminismo e su ciò che la cultura illuminista ancora può esprimere nel pensiero contemporaneo.
Adorno fu esponente di primo piano, insieme con Horkheimer, Marcuse e Fromm, dell’Istituto per la ricerca sociale di Francoforte, fondato nel 1922. Quella Scuola di Francoforte che, intrecciando gli strumenti interpretativi di marxismo e psicanalisi, esercitò grande influsso nella cultura degli anni Sessanta e Settanta del Novecento.
Nel 1947 Adorno pubblicò, con Horkheimer, l’opera Dialettica dell’illuminismo, il cui tema centrale è appunto l’autodistruzione dell’illuminismo. L’illuminismo inteso però non tanto come epoca storicamente definita, ma piuttosto come atteggiamento dell’uomo, riconoscibile in un percorso che attraversa tutta la storia della civiltà occidentale; un atteggiamento che consiste nella pretesa di conoscere la natura per accrescere su di essa il proprio potere. Questa opera di dissacrazione e dominio della natura, che culmina nella razionalizzazione strumentale del mondo, conduce da Odisseo a Hitler, passando per Bacone. Prigioniero della ragione tecnologica, l’illuminismo così inteso si è rovesciato nel suo contrario e ha saputo produrre tanto gli orrori del nazismo quanto il crescente dominio culturale di poteri occulti.
Al di là di questa devastante critica della civiltà occidentale, operata da Adorno e Horkheimer, l’illuminismo mantiene tuttavia una sua ben precisa connotazione storica nel cuore della modernità con cui a me pare sia bene rimanere in contatto.
Perché, per dirla con le note parole di Habermas, la modernità è un progetto incompiuto, e noi siamo ancora dentro questo tempo e dentro il suo racconto, i suoi significati e i suoi valori.
Il nostro compito sembra allora essere quello di contrastare quelle derive, così lucidamente descritte da Adorno, proprio rimettendo in movimento il progetto illuminista, a cominciare dal quel “coraggio di pensare con la propria testa“ con cui Kant definì l’illuminismo. Quanto ai sogni di onnipotenza e di dominio sul mondo, valgano come invito alla modestia della ragione, queste parole, attualissime, di un altro illuminista: sarebbe ben singolare- scrive Voltaire- che tutta la natura e tutti gli altri esseri ubbidissero a leggi eterne e che esistesse invece un piccolo animale, alto cinque piedi, che a disprezzo di queste leggi potesse agire sempre come gli piace, in base al suo capriccio.
Lina Bertola