Oggi, la storia

Agostino: l'africano

di Mariateresa Fumagalli

  • 13.11.2015, 08:05
St. Agostino

St. Agostino

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Oggi, la storia
Venerdì 13 novembre 2015 - 07:05

Il 13 novembre del 354 d.C. Agostino nasce a Tagaste un piccolo municipio romano della Numidia circondato da pini, ulivi e campi di grano. Morirà nel 430 sempre in Africa, a Ippona la città di cui era vescovo. Agostino è un santo della Chiesa, un grande teologo e un filosofo di prima grandezza. L’ultimo aspetto è forse il meno noto anche se i temi del suo pensiero attraversano i secoli fino alla modernità. A venti anni Agostino legge l’Ortensio di Cicerone e incontra la filosofia: “mi attirava –scrive -perché mi spronava ad amare cercare possedere e abbracciare non questa o quella teoria ma la sapienza quale che fosse”.

Quella che ama è dunque una filosofia in progress, non un sistema filosofico: a entusiasmare Agostino sono, non la conclusione di una indagine, ma la ricerca in se stessa affine alla inquietudine che percorre tutta la sua vita una inquietudine che riflette l’immane trasformazione politica e civile del mondo intorno a lui. A Milano, dove vive per quasi cinque anni prima del ritorno in Africa, Agostino, come altri intellettuali del tempo, avvicina e subito “ama i libri dei platonici”. Da qui parte la sua filosofia che è una vera terapia del profondo: “rapidamente mi inoltrai per intero in me stesso“, scrive.

Nonostante la sua educazione “romana” e la grande cultura da oratore, Agostino continuerà a sentirsi “africano” come quando, giovane emigrante, camminava in fretta per le vie di Milano con il timore che qualcuno lo fermasse per parlargli e così notasse la sua pronuncia di straniero. La sua scrittura ricca di contrasti, di immagini visive nitide, di metafore rare irrompe nella letteratura tardo-latina con la forza della sua terra d’origine investita dal sole. Scrive “La luce in Africa è la regina di tutti i colori delle cose“.

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