Oggi, la storia

Albert Schweitzer

di Piero Stefani

  • 14.01.2015, 08:45
Casa natale di Albert Schweitzer (a sinistra), Musée du Docteur Albert Schweitzer (a destra)

Casa natale di Albert Schweitzer (a sinistra), Musée du Docteur Albert Schweitzer (a destra)

  • Courtesy Ville Kaysersberg
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Oggi, la storia 14.01.15

Oggi, la storia 14.01.2015, 07:05

È un a casa dal tetto spiovente. Sotto vi sono una serie di finestre attaccate le une alle altre. Dal davanzale di ognuna di esse pendono fioriere, riempite nella buona stagione da gerani parigini. A piano terra c'è un portichetto formato da cinque colonne doriche, affianco al quale si apre la porta d'ingresso. Dietro la casa svetta un campanile.

Siamo a Kayserberg in Alsazia. Su un muro intonacato di bianco si legge Musée du Docteur Albert Schweitzer. Nella memoria del mio computer ne conservo una foto inviatami da una redattrice della Rete Due della RSI che frequentava quelle zone a motivo del centenario della Prima guerra mondiale.

Schweitzer nacque in quella casa. Cadeva il 14 gennaio 1875. Suo padre era un pastore luterano. L'edificio di culto era però destinato a ospitare pure i riti cattolici. Caso infrequente nel XIX secolo. Si trattava di una situazione tipica di terra di confine in cui si mescolano culture, lingue e civiltà. Sono luoghi sospesi tra essere occasione di incontri o di scontri. La storia ha messo in pratica l'una e l'altra possibilità.

Se si prende in mano una qualsiasi enciclopedia, cartacea o elettronica che sia, troviamo accanto al nome di Schweitzer una impressionante serie di definizioni: musicista, filosofo, teologo, biblista, missionario, medico, filantropo, premio Nobel per la pace. In ognuno di questi campi è stato un punto di riferimento. Noi però lo vogliamo ricordare attraverso qualche riga autobiografica legata alla sua infanzia in quella casa. A chi sa leggerla dice già tanto: «Ancor prima di andare a scuola non riuscivo a capire perché, nella preghiera della sera, dovevo pregare soltanto per delle persone. Per questo, dopo che mia madre mi aveva fatto ripetere la preghiera e mi aveva dato il bacio della buona notte, in segreto aggiungevo una preghiera per tutti gli esseri viventi, composta da me. Diceva così: “Buon Dio, proteggi e benedici tutto ciò che ha respiro, difendili da ogni male e fa' che dormano tranquilli”».

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