Oggi, la storia

All'angolo della strada

di Claudio Visentin

  • 20.01.2016, 08:05
Immagine dal film "La fontana della vergine" di Ingmar Bergman

Immagine dal film "La fontana della vergine" di Ingmar Bergman

Oggi, la storia
Mercoledì 20 gennaio 2016 - 07:05

Le aggressioni collettive di Colonia, con le quali si è aperto il nuovo anno, sono state considerate da molti osservatori una pericolosa ricaduta in un passato che ci siamo faticosamente lasciati alle spalle.

Una conferma sembra venire anche dalle ricerche dello storico francese Jacques Rossiaud su numerosi casi di violenze sessuali di gruppo nel tardo Medioevo. In particolare Rossiaud ha approfondito il caso di Digione nel Quattrocento.

A Digione la sera gruppi di giovani forzano la porta di casa di una donna e, a viso scoperto, violentano a lungo la loro vittima. Quasi sempre i vicini terrorizzati non intervengono.

Gli autori di questi crimini sono giovani scapoli, intorno ai vent’anni, spesso garzoni di artigiani e di manovali. Come scrivono le fonti giudiziarie, il gruppo si è formato «all’angolo della strada».

Le loro vittime hanno fra i quindici e i trent’anni di età; sono serve, donne che tardano a sposarsi o sono rimaste troppo a lungo vedove, mogli abbandonate, amanti o concubine, in breve qualunque fanciulla sulla cui onestà gravi qualche sospetto.

Le donne aggredite, scelte con cura, sono deboli e isolate, senza la protezione di un maschio, e passano rapidamente dalla parte del torto se cercano di denunciare la violenza subita. Dopo questi episodi per molte di loro è impossibile continuare una vita normale: divenute vulnerabili dal punto di vista fisico e psicologico sono facili prede delle ruffiane, in cerca di nuove prostitute per i loro bordelli.

Queste violenze, una o due al mese, mantenevano viva un’atmosfera di insicurezza tra le donne di Digione, ma erano ignorate dai pubblici poteri. La giustizia interveniva solo quando la giovane era di buona famiglia e l’onore di un padre o di un marito veniva offeso; in quel caso soltanto la punizione dei colpevoli poteva anche essere spietata, sino all’esecuzione capitale.

Vi sono in queste vicende numerose affinità ma anche differenze con quel che è avvenuto pochi giorni fa. Così è la storia del resto: offre spunti di riflessione piuttosto che facili conclusioni.

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