Oggi, la storia

Ambrogio legge in silenzio

di Mariateresa Fumagalli

  • 12.12.2014, 08:05
Michael Pacher, Sant'Ambrogio, Alte Pinakothek, Monac

Michael Pacher, Sant'Ambrogio, Alte Pinakothek, Monac

  • Wikipedia
03:04
immagine

Oggi, la storia 12.12.14

Oggi, la storia 12.12.2014, 07:05

Si è chiusa due giorni fa a Milano la fiera di s. Ambrogio che da qualche anno si tiene al Castello. Insieme a molti milanesi rimpiango l’allegra festa degli Oh bej oh bej, quella “vera”, che in passato si svolgeva per le strade intorno alla basilica ambrosiana. Oggi vorrei ricordare il patrono di Milano segnalando una sua attitudine credo poco conosciuta. La scopriamo leggendo il racconto di un intellettuale suo contemporaneo, s. Agostino, giovane immigrato africano che in quegli anni abitava a Milano dove insegnava retorica, studiava filosofia e ascoltava incantato i discorsi di Ambrogio. Ma gli dispiaceva di non poterlo incontrare tutte le volte che avrebbe voluto: anche quando il vescovo era libero dagli impegni della carica sembrava a volte inavvicinabile, immerso in una strana (beninteso, strana per allora ) attività. Ambrogio – scrive Agostino - “scorreva le pagine di un libro con gli occhi mentre con il cuore era teso a penetrare il significato e voce e lingua riposavano”. Chi andava da lui come Agostino si fermava ammutolito e quasi intimorito. Perché? Per noi è chiaro, Ambrogio leggeva in silenzio. Ma era una situazione rarissima in quel tempo e rara sarà ancora per secoli. Leggere in silenzio e leggere con la voce: sono due modalità testimoniate fin dall’antichità, ma leggere a voce alta era di gran lunga prevalente in Grecia e a Roma e nel secolo IV era ancora la pratica più diffusa, dunque Ambrogio un’eccezione sorprendente. “Leggere con gli occhi” in silenzio richiede uno sforzo mentale più intenso: nella lettura silenziosa viene a mancare l’aiuto della memoria uditiva di chi leggendo ad alta voce ascolta il testo attraverso la propria voce oltre a vederlo. Nel Duecento la lettura silenziosa si diffonde e prevale: le biblioteche diventano da allora luoghi di silenzio. Il clima d’isolamento e d’ intimità del lettore con il libro favorisce lo spirito critico congeniale all’esame individuale del testo. Le conseguenze, in particolare nel mondo della cultura religiosa, come sappiamo, saranno esplosive.

Ti potrebbe interessare