Oggi, la storia

Attualità di Marx

di Lina Bertola

  • 05.02.2015, 08:05
Karl Marx

Karl Marx

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Oggi, la storia 05.02.15

Oggi, la storia 05.02.2015, 07:05

"Personalmente preferisco seguire i grandi avvenimenti mondiali, preferisco analizzare l’andamento della storia piuttosto che scontrarmi con idoli locali, con gendarmi e procure. Per quanto grandi questi signori credano di essere nella loro immaginazione, non sono niente, assolutamente niente nelle lotte gigantesche del presente.” Applausi scroscianti e assoluzione.

Siamo a Colonia, nei primi giorni di febbraio del 1849, e quelle appena citate sono alcune parole conclusive dell’arringa difensiva di Karl Marx, sottoposto a processo, nella sua veste di direttore della Neue Rheinische Zeitung, per oltraggio al procuratore generale.

Il giorno dopo, Marx era di nuovo sul banco degli accusati insieme a due compagni del Comitato distrettuale dei democratici renani, questa volta con l’accusa di «incitamento alla rivolta». Il percorso che avrebbe portato alla chiusura della Neue Rheinische Zeitung si stava accelerando.

Si tratta certamente di un episodio biografico minore, legato alle vicende della rivoluzione del 1848/49 in Germania, di una rivoluzione che proprio agli inizi del ’49 mostrava tutti gli elementi del suo prossimo fallimento.

Anche da queste parole emerge tuttavia l’attualità di Marx, che suona come un monito nei confronti di una politica dal respiro corto, incapace di visioni ampie, incapace di riconoscere, e assumere, le questioni che investono, su scala mondiale, questa nostra congiuntura storica; una fra tutte, quella del progressivo impoverimento di strati sempre più ampi della popolazione: i pochi ricchi sempre più ricchi e i molti altri, sempre più poveri.

Nell’arringa difensiva di Marx sono presenti alcuni motivi della sua concezione della storia e del rapporto tra istituzioni giuridiche, politiche e strutture economico-sociali: la dominanza delle strutture economico-sociali sulla sovrastruttura giuridico-politica, con cui Marx denunciava l’occultamento del conflitto di classe dentro un’ideologia capace di trasformare le bourgeois in citoyen, l’uomo in cittadino. Si tratta di motivi che restano di attualità nel leggere il nostro presente, perché anche oggi la struttura economica, governata dalle leggi della finanza, sembra mostrare tutta la sua forza nel determinare una sovrastruttura ideologica per certi versi ancor più potente, perché capace di assimilare anche il linguaggio della politica a quello del mercato: l’uomo e il consumatore, viene da dire, parafrasando Marx.

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